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rinnovabili uk incentivi governoMeno incentivi al fotovoltaico e all'eolico sulla terra ferma, più sussidi alle pale offshore. Ecco il piano del Governo Cameron, secondo le indiscrezioni della BBC.

Alle sempre più forti polemiche sugli incentivi alle rinnovabili il Governo del Regno Unito non risponderà con un taglio dei sussidi, ma con una loro rimodulazione. Questo è quanto hanno detto fonti governative alla BBC, che oggi esce online con numerose indiscrezioni sul piano che il Governo avrebbe nel cassetto per mettere ordine agli incentivi senza toccare le bollette dei cittadini.

In buona sostanza si tratterebbe di un taglio a partire dal 2015 agli incentivi per le rinnovabili, eolico e fotovoltaico, installati sulla terraferma e di un incremento di quelli all'eolico offshore. Il Segretario del Tesoro Danny Alexander avrebbe definito la mossa con il termine di "bilanciamento", ma i laburisti all'opposizione parlano di un taglio vero e proprio che fa male al business delle rinnovabili.

Del piano governativo farebbero parte anche i 375 miliardi di sterline inseriti nel National Infrastructure Plan relativo all'energia, i trasporti e l'acqua, la vendita della partecipazione del Governo di Sua Maestà in Eurostar (pari al 40%), investimenti ferroviari per 50 milioni alla stazione dell'aeroporto di Gatwick e un non quantificato supporto finanziario alla costruzione della centrale nucleare di Wylfa.

Attualmente nel Regno Unito sono installate 4.175 turbine eoliche onshore (6.772 MW) e 1.075 offshore (3.653 MW). Le fonti consultate dalla BBC in merito al taglio degli incentivi, provenienti da entrambi i partiti di maggioranza (Conservatori e Liberal Democratici), affermano che l'eolico onshore avrebbe già attratto così tanti investimenti da non aver più bisogno del supporto del Governo. L'offshore, invece, ne avrebbe ancora bisogno.

Peppe Croce

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