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Solar-and-WindLe energie rinnovabili faranno registrare la più rapida crescita nella domanda di energia mondiale. È questo lo scenario ipotizzato al 2035 dal dossier BP Energy Outlook 2035, reso noto ieri.

Fonti come l'eolico e il solare aumenteranno in media del 6,4% all'anno per i prossimi 21 anni rispetto al gas naturale e ai combustibile fossili, che si attesteranno a quota 1,9%.

L'Outlook rivela che il consumo globale di energia dovrebbe aumentare del 41% in questo periodo, un dato in calo rispetto al 55% ipotizzato precedentemente. Le rinnovabili copriranno il 14 per cento della domanda nel 2035, guadagnando 9 punti percentuali rispetto al 5% del 2012. Il 95% di questa crescita della domanda dovrebbe provenire dalle economie emergenti non OCSE.

Le fonti pulite dovrebbero quindi continuare ad essere la classe con la più rapida crescita, guadagnando quote di mercato elevate. Le quote dei paesi non-OCSE dovrebbero rappresentare il 45% del totale, sempre entro il 2035. Compresi i biocombustibili, le energie pulite potrebbero addirittura superare il nucleare, ma non prima del 2025.

I governi, dagli Stati Uniti alla Cina, stanno promuovendo le energie pulite per affrontare il cambiamento climatico e soddisfare la domanda. La stessa BP, la seconda più grande compagnia petrolifera europea, si è impegnata a investire 8 miliardi di dollari nelle energie alternative entro il 2015, concentrandosi sui biocarburanti e sui parchi eolici. Il ricorso alle rinnovabili nella produzione di energia aumenterà del 768% in Cina entro il 2035, del 539% in India e del 227% in Brasile. Il consumo si espanderà del 277 % negli Stati Uniti.

In generale saranno Cina e India a rappresentae oltre la metà dell'aumento, seguite dal Medio Oriente, mentre il consumo di energia delle economie avanzate di Nord America, Europa e Asia è destinato a crescere ma sempre più lentamente. Secondo l'Outlook, la domanda mondiale di energia continuerà ad aumentare ad una media dell'1,5% all'anno fino al 2035. La crescita dovrebbe rallentare in questo periodo, salendo ad una media del 2% fino al 2020 e poi scendendo di nuovo all'1,2 % nel 2035.

Anche se il mix energetico è in continua evoluzione, purtroppo le fonti fossili continueranno ad essere il settore dominante. Petrolio, gas e carbone si spartiranno una quota di mercato consistente del 26-27 % ciascuno entro il 2035. La crescita nella fornitura di petrolio e affini (compresi i biocarburanti) per il 2035 dovrebbe provenire principalmente dalle Americhe e dal Medio Oriente. Il gas naturale dovrebbe avere la crescita più rapida tra le fonti fossili, con la domanda in aumento in media dell'1,9 % all'anno. È stato stimato che i paesi non OCSE potrebbero generare il 78% della crescita della domanda.

Dopo il petrolio e il gas, l'inquinante carbone dovrebbe avere la crescita più lenta, con la domanda in aumento in media dell'1,1 % all'anno fino al 2035. L'87 % della crescita netta della domanda al 2035 dovrebbe provenire da Cina e India.

La produzione di energia nucleare potrebbe, infine, aumentare fino al 2035 dell'1,9 % all'anno. Ancora una volta Cina e India accompagnate dalla Russia rappresentano insieme il 96% della crescita mondiale del settore dell'atomo, mentre la produzione degli Stati Uniti e dell'Unione europea è in netto calo per via della chiusura degli impianti.

Bob Dudley, Amministratore Delegato di BP ha commentato: “Il tasso di crescita della domanda globale è più lento di quello che abbiamo visto nei decenni precedenti, in gran parte come risultato dell'aumento dell'efficienza energetica. Le tendenze della tecnologia a livello mondiale, gli investimenti e la politica ci lasciano fiduciosi sul fatto che la produzione sarà in grado di tenere il passo”:

Francesca Mancuso

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