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biogas marcheGli scarichi degli impianti di biogas presenti nella provincia di Macerata finiscono in tribunale.

I livelli di Cot - letteralmente Carbonio organico totale - emessi dalle centrali avrebbero sforato i livelli di guardia. Ma ora è arrivata la diffida all'Arpam, che dovrà accertare immediatamente se gli sforamenti possano essere in pericolo la salute pubblica.

Ad essere monitorati, secondo le richieste del procuratore di Macerata Giovanni Giorgio, dovranno essere gli impianti di Matelica, Loro Piceno, Morrovalle e Corridonia. Una volta ottenuti i risultati delle analisi, si dovranno poi valutare le azioni per scongiurare rischi per la popolazione che vive nell'area.

Tante le segnalazioni ma poche reazioni da parte delle autorità. Per questo il procuratore ha inviato una lettera all'Arpam intimando di avere al più presto sul proprio tavolo i dati che accertano l'esclusione di rischi per la salute.

Una vicenda molto complessa, che coinvolge vari comuni del maceratese e che si trascina ormai da tempo. All'inizio di settembre, il blog del Comitato Salute e Conservazione del territorio di Corridonia, ha spiegato che lo scorso 23 luglio l'Arpam aveva comunicato l'esito delle analisi sulle emissioni in atmosfera della centrale a biogas di Sarrocciano.

È stato accertato lo sforamento dei limiti di legge, che è 150 mg/Nm3, registrando il valore di 1292 mg/Nm3 di COT. Quasi 9 volte superiore ai limiti consentiti! Il COT (in italiano l'acronico sta per carbonio organico totale) o TOC ( in inglese total organic carbon) comprende tutte le componenti di carbonio organico emesse dall'impianto a biogas, come è sancito dalla sentenza del TAR e confermato dal Consiglio di Stato. Gli speculatori/inquinatori vorrebbero farci credere che la parte metanica non deve essere calcolata, che oramai tutte le centrali sono state costruite ed è normale che esse producano quel volume di emissioni,” denuncia il Comitato.

Non si salvano neanche gli altri comuni, dove i cittadini hanno segnalato agli enti locali e al Corpo Forestale sversamenti di liquido scuro nei torrenti. Da qui la necessità, da parte del Procuratore, di fare ulteriore chiarezza frenata oggi da un rimpallo delle competenze tra le istituzioni coinvolte.

Una vicenda che, se confermata, avrebbe come prima vittima lo stesso settore, ad oggi importante per il raggiungimento degli obettivi nazionali al 2020. Il biogas "pulito", quello fatto bene, potrebbe infatti essere di grande aiuto nel consolidamento della quota di rinnovabili del nostro paese.

Francesca Mancuso

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