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fibre coccoTrinciale, fibra di cocco, insilato di mais, letame, paglia e rifiuto umido urbano. Come gli omogeneizzati per bambini anche gli scarti agroalimentari e i rifiuti possono subire un trattamento analogo.

Il procedimento è stato illustrato in occasione del Bioenergy Italy, il salone delle tecnologie per le energie rinnovabili d BioSPR, una tecnologia che sfrutta il controllo del femeno di cavitazione per trasferire tutta l'energia alla biomassa.

Per sfruttare al massimo l'energia che contengono questi sottoprodotti vengono disgregati per facilitare la fermentazione e la produzione di energia quando vengono inseriti dentro un impianto a biogas.

Possono subire questo processo di omogeneizzazione il trinciale, l'insilato di mais, la fibra di cocco, il letame, la paglia, e perfino la frazione umida dei rifiuti urbani. Ridotti in "pappetta" questi scarti consentono a un normale impianto a biogas di produrre il 20% di energia in più. Un vero e proprio turbo per il biogas.