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Incentivi alle rinnovabili. Tante le speranze, alimentate di recente anche dal Ministro Guidi, che ha parlato di emanare a breve un nuovo provvedimento a favore delle energie pulite e valido fino alla fine del 2016. Poi si dovranno stabilire nuove regole relative al periodo che va dal 2017 al 2020. Ma non tutti hanno accolto con favore quanto proposto dal Ministero dello sviluppo economico.

Legambiente parla addirittura di “green act al contrario”, che invece di tutelare l'ambiente e gli interessi dei cittadini favorisce gli inceneritori e le grandi centrali a biomasse, con tagli pesanti per i piccoli impianti rinnovabili.

Secondo il decreto, gli incentivi resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2016. Ma le rinnovabili elettriche dovranno comunque rientrare nel tetto fissato in 5,8 miliardi di euro/anno: gli ultimi aggiornamenti parlano di 5,705 miliardi di euro per cui non restano che i residui della cifra. Il nuovo provvedimento avrebbe dunque lo scopo di ri-utilizziare le risorse che si rendono via via disponibili, pur nel rispetto del tetto di 5,8 miliardi.

Secondo Legambiente prevede inoltre una sfilza di aiuti che finiranno per danneggiare l'eolico, con tagli fino al 40% agli incentivi per i piccoli impianti e del 24% per il mini idroelettrico. Stop per l'eolico offshore nel nostro paese.

Al contrario, il decreto non ha invocato alcun taglio agli incentivi per i rifiuti da bruciare negli inceneritori, che avranno invece tariffe incentivanti più alte rispetto a quelle previste per l'eolico. Si parla anche di 135 MW di nuovi impianti con tariffe garantite per 20 anni per le biomasse bruciate nei vecchi zuccherifici e una spesa complessiva di 5 miliardi di euro da pagare in bolletta.

Per Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente

“Il futuro delle rinnovabili è nella generazione distribuita, che questo decreto penalizza, e nello stop agli incentivi per mega impianti a biomasse e inceneritori, che invece vengono generosamente foraggiati. Ci auguriamo davvero che il governo Renzi non voglia approvare, dopo lo spalma incentivi che ha penalizzato il solare e lo Sblocca Italia che ha rilanciato le trivellazioni di petrolio e gas, un ennesimo provvedimento nel settore energetico che risponde solo alle richieste di alcune lobby e va contro gli interessi dei cittadini e dell'ambiente”.

A muso duro anche il Coordinamento FREE, secondo cui la bozza di decreto sulle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche è “contraddittoria, imbarazzante e senza senso” perché se da una parte il Governo ha proposto incentivi molto bassi, dall'altra parla di un Green Act per il rilancio delle politiche ambientali:

Sul decreto per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche se il Ministero dello Sviluppo economico avesse avviato una consultazione, come richiesto dal Coordinamento Free, si sarebbe potuto trovare un equilibrio tra l’esigenza di rispettare i tetti degli incentivi e quella di garantire la crescita delle rinnovabili e la strategia di decarbonizzazione del nostro paese. La situazione è particolarmente allarmante considerando che questo provvedimento si aggiunge a tutte le ultime misure che hanno mortificato il comparto del fotovoltaico. Proprio per questo, il Coordinamento Free, facendo proprio lo sconcerto delle Associazioni dei vari comparti, ha deciso di indire una manifestazione il 17 giugno a Roma, cinque giorni prima dell’iniziativa sul clima promossa dal governo, il prossimo 22 Giugno in vista della Conferenza di Parigi”.

Anche gli esponenti di Green Italia, Francesco Ferrante e Annalisa Corrado hanno commentato la notizia della bozza del decreto:

“Gli incentivi per il settore energetico al Governo Renzi piacciono eccome, ma se sono a favore dei mega impianti a biomasse e inceneritori. Al contrario i progetti di impianti di energie rinnovabili vengono messi nuovamente nel mirino, con buona pace della certezza del diritto e della salvaguardia dell'investimento. Il combinato disposto dello Sblocca Italia che ha rilanciato le trivellazioni di petrolio e gas, e il nuovo decreto sugli incentivi alle rinnovabili non fotovoltaiche che si appresta ad approdare in Conferenza Stato Regioni è un vero Black act, che svuota di significato quello verde fin qui solo annunciato”.

Il clima si fa caldo, e l'estate non c'entra. Ma forse le emissioni sì.

Francesca Mancuso

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