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Incentivi rinnovabili non fotovoltaiche. La bozza di Decreto sugli aiuti di stati per le rinnovabili elettriche non sembrano delineare un quadro così roseo. Secondo assoRinnovabili, non sono sufficienti a garantire lo sviluppo del settore.

Il contatore del Gse ormai riporta 5,765 miliardi di euro sul tetto massimo previsto di 5,8 miliardi, senza contare che gli incentivi si riferiscono a un orizzonte temporale piuttosto limitato, fino al 1° dicembre 2016.

Le conseguenze per gli operatori sono rilevanti, come ha fatto notare anche assoRinnovabili, esempio non permettendo loro di programmare adeguatamente gli investimenti nelle loro imprese, senza contare che i contingenti incentivabili sono talmente esigui tali da non sanare nemmeno tutte le istanze idonee ma non ammesse ai Registri precedenti.

Se la bozza non verrà emendata, si assisterà, di fatto, al blocco del settore che ha generato occupazione, senza contare i benefici per l'ambiente e la nostra salute e che, non ultimo, ci ha resi più indipendenti dai produttori di energia da fonti fossili. assoRinnovabili auspica che il MiSE rifletta su queste osservazioni e, pur comprendendo il delicato momento economico, adotti una strategia maggiormente green” è stato il commento dell'associazione.

Tra le modifiche proposte c'è anche quella che riguarda l'estensione del periodo di diritto agli incentivi, commisurato all’energia non prodotta e non alla durata temporale del periodo di fermata.

Per quanto riguarda invece i contingenti previsti, oggi ritenuti insufficienti anche solo a consentire l’incentivazione degli impianti ammessi ai Registri risultati idonei ma in posizione non utile per l’accesso all’incentivo, l'associazione richiede di innalzarne il valore.

“Relativamente alle nuove tecnologie più innovative quali la fonte oceanica, la fonte solare termodinamica e la fonte eolica offshore, si riterrebbe utile, data la loro ridotta maturità, prevedere un accorpamento dei relativi contingenti. Si propone quindi la creazione di un contingente unico di 20 MW dedicato alle tecnologie suddette”

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Anche Anev ha detto la sua sul nuovo testo del Decreto sulle rinnovabili elettriche, sottolineando che metterà a disposizione meno di 30 milioni di euro annui per il biennio 2015-2016 di incentivo eolico, non consentendo di sostenere gli impegni previsti dal PAN per soddisfare gli obiettivi europei al 2020.

“Il Decreto, che si pone come finalità il perseguimento degli obiettivi stabiliti nella SEN, Strategia energetica nazionale, esplicitato nel PAN, non consentirà tuttavia, con i contingenti previsti, di raggiungere i livelli individuati per l’eolico, ovvero 12.680 MW (incluso l’eolico off - shore), riducendo il contributo che la fonte eolica può dare in termini di riduzione della CO2 e di contenimento dei cambiamenti climatici. Infatti, a fronte dell’installato eolico di 8.665 MW al dicembre 2014, con i soli 350 MW di contingente annuo previsti dal Decreto per le aste non si arriverà alla quota prevista dal PAN, che implicherebbe un contingente di almeno 800 MW annui fino al 2020”.

Francesca Mancuso

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