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Incentivi rinnovabili elettriche. In attesa che il governo renda nota la versione ufficiale del Decreto per sostenere le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico, alcune associazioni invitano proposte migliorative dopo aver visionato la bozza in circolazione.

Le critiche sono tante e la paura è che i nuovi provvedimenti, com'è già accaduto con lo spalma incentivi, possano danneggiare il settore delle energie pulite.

assoRinnovabili ha già inviato alcune proposte di modifica della bozza ma la nuova bozza visionata non appare sufficiente a garantire un quadro di sviluppo soprattutto se si considera che gli incentivi a disposizione rientrerebbero nei 5,8 miliardi di euro dell'attuale sistema, ormai prossimi all'esaurimento.

In questo modo, sostiene assoRinnovabili, si “rischia di vanificare l’efficacia del Decreto stesso, teso a disciplinare (fino al raggiungimento del tetto massimo di 5,8 mld di €) la transizione verso un nuovo modello di sostegno compatibile con la disciplina europea sugli aiuti di Stato”.

Una cifra che da oltre un anno va su e giù, avvicinandosi e allontanandosi dalla fine. Gli ultimi aggiornamenti riferiti a maggio, parlavano di 5,747 miliardi di euro. Per questo l'associazione ha chiesto di saperne di più su:

  • entità degli incentivi in corso di erogazione
  • incentivi temporaneamente assegnati agli impianti idonei e in posizione utile nelle graduatorie di aste e registri del DM 6 luglio 2012, ma non ancora erogati
  • incidenza degli incentivi assegnati mediante il meccanismo dell'accesso diretto.
Pro

Secondo l'associazione, il testo contiene alcuni elementi positivi tra cui la possibilità di accedere alle tariffe del DM 6 luglio 2012 per gli impianti che entreranno in esercizio entro un anno dall’uscita del nuovo Decreto. O ancora il riconoscimento del primo criterio di priorità per gli impianti idonei ma esclusi dai Registri precedenti per esaurimento dei contingenti e i principi individuati in tema di manutenzioni.

Rispetto alla prima formulazione, va meglio sul fronte del contingente in asta per l’eolico on shore, con la possibilità anche per i piccoli impianti di scegliere i Registri. Bene anche l’incremento delle tariffe biomasse e biogas per impianti inferiori a 300 kW e per il riconoscimento dell’accesso diretto per impianti da solare termodinamico.

I punti su cui intervenire

Ma ci sono tanti punti negativi, tra cui orizzonte temporale molto breve, solo fino al 1° dicembre 2016, che difficilmente consentirà agli operatori di programmare gli investimenti nelle loro imprese. Male anche la riduzione dei contingenti incentivabili che non riuscirà a coprire neanche tutte le istanze idonee ma non ammesse ai Registri precedenti. Non convince neanche il taglio drastico degli incentivi e soprattutto quello per i piccoli impianti: fino al 40% in meno al mini eolico, fino al 18% in meno per il mini idroelettrico e fino al 47% in meno per i piccoli impianti a biomasse e biogas, se si considera anche la cancellazione dei premi dedicati.

“Riteniamo che, se la bozza non verrà emendata, si assisterà, di fatto, al blocco del settore che ha generato occupazione, senza contare i benefici per l'ambiente e la nostra salute e che, non ultimo, ci ha resi più indipendenti dai produttori di energia da fonti fossili” è stato il commento di assoRinnovabili.

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Francesca Mancuso

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