Menu

viti300mila Mhw di energia provenienti dalla valorizzazione dei sottoprodotti della vinificazione potrebbero essere messi a rischio dal decreto rinnovabili di prossima emanazione. Sono le preoccupazioni dei distillatori, che riuniti in AssoDistil lanciano l’allarme per le sorti di decine di impianti.

“Il decreto sulle fonti rinnovabili rischia di diventare il de profundis per gli impianti di energia da biomasse solide, su cui le distillerie italiane hanno investito ingenti capitali”, avverte Antonio Emaldi, presidente di AssoDistil.

Il provvedimento, che andrebbe a modificare il DM 6 luglio 2012 in materia di energia verde, invece di rafforzare il settore lo blocca, con gravi ripercussioni anche per tutta la filiera vitivinicola.

Le distillerie – dicono dall’associazione dei distillatori - ricevono più di un milione di tonnellate di sottoprodotti della vinificazione, che al termine dei processi di trasformazione sono sottoposti a combustione in appositi impianti, producendo quasi 300mila Mwh di energia verde ogni anno.

Si è creata una filiera virtuosa di gestione e valorizzazione dei sottoprodotti, che contribuisce alla qualità dell'ambiente attraverso la produzione di elettricità da fonti alternative a petrolio e carbone.

Ma quella vitivinicola non sarebbe l’unica filiera ad essere colpita: ne farebbero le spese tutte quelle che producono energia da biomassa solida, come quella del legno.

Il testo del 2012 ha introdotto una disposizione a salvaguardia esclusiva degli impianti a biomasse solide a partire dal 1° gennaio 2016, garantendo un livello minimo dell'incentivo, quando si riteneva che i prezzi dell’energia sarebbero cresciuti progressivamente e si è quindi pensato di congelare il calcolo dell'incentivo al prezzo di cessione dell'energia elettrica registrato 3 anni fa.

Il mercato, però, si è evoluto in senso esattamente inverso ed i costi dell'energia sono scesi drammaticamente. Quindi, proprio quell'elemento di garanzia che giustificava l'introduzione di un valore fisso, oggi rischia di mettere in ginocchio tutto il settore”, precisa Emaldi.

La richiesta dei distillatori è di eliminare dal decreto questo parametro fisso applicando al suo posto quello valido per le altre fonti rinnovabili: un meccanismo autoregolante tra il prezzo dell'energia elettrica attuale ed il valore dell'incentivo.

Emaldi aggiunge: A partire da gennaio molte distillerie rischieranno la chiusura e centinaia di lavoratori si ritroveranno disoccupati. Inoltre, andranno in fumo centinaia di milioni di euro, investiti per avviare la produzione di energia da biomasse solide. Si scriverebbe così la parola fine ad un segmento importante della nostra produzione di energia verde, che, a fronte di forti investimenti, aveva consentito risparmi importanti all'intero sistema-Paese”.

Anna Tita Gallo

LEGGI anche:

Biodiesel: in Australia si ottiene dagli scarti dell'uva

Incentivi rinnovabili non FV: nuove proposte di modifica al Decreto

Rinnovabili: come cambierà il panorama energetico nel prossimo futuro? Intervista a Re Rebaudengo, assoRinnovabili

 

Network