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blackbook 0Un’indagine di Birdlife svela che molte foreste protette vengono tagliate indiscriminatamente in tutta l’Europa per centrare gli obiettivi fissati per l’espansione delle rinnovabili. Il 65% dell’energia pulita deriva infatti dalle biomasse, ma a quale prezzo per l’ambiente? Il parco nazionale slovacco Poloniny è una delle aree da cui si taglia il legno che fa a finire dritto negli impianti, ma anche in Italia ci sono zone in cui le foreste vengono utilizzate a questo scopo. Accade in Emilia Romagna, dove le foreste sorgono lungo gli argini dei fiumi e vengono presentate come soluzioni per mitigare il rischio di inondazioni.

In teoria, il biocarburante che alimenta gli impianti a biomasse dovrebbe essere composto da residui, ma non c’è alcuna legge che impone a questi impianti di mostrare le prove che le fonti siano sostenibili

Secondo il Black Book of Bioenergy di Birdlife, in Slovacchia si è registrato un +72% di utilizzo di legno per impianti a biomassa dal 2007.

“Stiamo finanziando la distruzione dell’ambiente, e non soltanto fuori dall’Europa, in Paesi come Usa o Indonesia, ma proprio all’interno dei nostri confini”, spiega Sini Eräjää di Birdlife.

Ci vogliono 50 anni e anche di più perché un albero tagliato possa essere compensato da un nuovo albero che viene piantato. Nel frattempo si riduce l’assorbimento della CO2.

Ma perché è cresciuta questa corsa al taglio delle foreste per ottenere bioenergia? Uno dei motivi è la domanda di impianti sempre più grandi. Non bastano i residui delle foreste, servono le foreste stesse per alimentarli. Addirittura si ricorre spesso all’importazione del legno. In Russia, l’impianto di Vyborg produce 800 mila tonnellate di pellets ogni anno grazie al legno delle foreste attorno a Leningrado e all'Oblast' di Pskov. Quel prodotto è venduto ad aziende come RWE, Vattenfall, Fortum e Dong Energy per soddisfare la domanda di Danimarca, Italia, Finlandia e Svezia.

blackbook italy

Intanto, la Colombia, il quarto produttore al mondo di olio di palma, ha raddoppiato il numero di piantagioni in meno di un decennio, là dove un tempo sorgeva soltanto foresta tropicale, triplicando le esportazioni verso l’Europa.

Anna Tita Gallo

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