Menu

batteria-carta_tDalla carta riciclata alla batteria biologica, per un sostegno eco-compatibile ed un risparmio dallo smaltimento delle sostanze chimiche inquinanti. Basta una miscela di acqua, enzimi, carta in cellulosa e la bio-batteria è pronta. L'intuizione arriva dalla Sony, che in occasione della fiera “Eco-Products” di Tokyo ha presentato il suo progetto innovativo alimentando una piccola ventola grazie alla eco miscela.

Il meccanismo di funzionamento adottato dalla batteria biologica è più o meno "lo stesso con cui le termiti mangiano il legno per ottenere energia", ha spiegato il rappresentate del colosso giapponese Chisato Kitsukawa.

La chiave di tutto è lo zucchero, che attraverso il glucosio è in grado di produrre energia. In questo processo gli enzimi vengono utilizzati per rompere la catena di glucosio e per essere miscelati con lo zucchero che viene rilasciato. Si ricavano così elettroni, che generano l’elettricità, e l’idrogeno, che, combinato con l’ossigeno, crea l’acqua.

Il progetto, oggi finalizzato ma ancora allo stato embrionale, è in moto dal 2007 - quando la Sony riuscì a ridurre le dimensioni delle eco-batterie allo spessore di un foglio sottilissimo - e oggi raggiunge la sua prima presentazione al pubblico sventolando i vantaggi dell'innovazione.

Si dice green economy e si traduce, nel caso, in una pila di grande potenziale e priva di inquinanti. Uno strumento tale, oltre al rispetto dell'ambiente, è anche in grando di risollevare le finanze: lo smaltimento delle attuali batterie è infatti molto costoso, per via delle sostanze chimiche che contengono, ma un dispositivo che funziona con la carta, va da se, comprende un indiscusso e considerevole risparmio.

Tuttavia, allo stato attuale la batteria di carta made in Sony riuscirebbe appena a ricaricare un lettore mp3. Lo ha ammesso lo stesso Kitsukawa, secondo cui occorrerà ancora molta ricerca prima che la potenza diventi redditizia e il prototipo entri in commercio.

AR

GreenBiz.it

Network