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efficenergetica 450Come fare a favorire l'efficienza energetica nel settore dell'edilizia? A fornire tre soluzioni in occasione di Solarexpo sono stati Legambiente e Green Building Council Italia.

I suggerimenti delle associazioni hanno lo scopo di superare gli ostacoli che oggi frenano gli interventi per la riqualificazione degli edifici per aumentarne l'efficienza. Aacora adesso, infatti, le procedure sono troppo complesse e gli incentivi in alcuni casi inefficaci, come nel caso dei condomini per i quali le detrazioni fiscali non si applicano.

In Italia questo tipo di interventi è bloccato dalla complessità delle procedure, inoltre gli incentivi non funzionano e i Comuni sono vincolati dal patto di stabilità. Nonostante questo, almeno 20 milioni di cittadini vivono in edifici condominiali dove la riqualificazione edilizia finora è andata avanti attraverso interventi nelle singole abitazioni. Sono rarissimi gli interventi di riqualificazione e retrofit come in altri Paesi europei” ha detto il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini.

Il cambio di approccio che proponiamo passa per politiche d’incentivo che devono essere sempre vincolate a una riduzione certificata dei consumi energetici (in termini di salto di Classe energetica) e nel tenere assieme questi obiettivi con quelli di messa in sicurezza antisismica” ha aggiunto Gianni Silvestrini, Presidente di Green Building Council Italia.

Come fare allora ad incentivare l'efficienza energetica?

1. Semplificare gli interventi di retrofit energetico

Ciò riguarda gli edifici condominiali, dove deve diventare semplice e vantaggioso realizzare interventi di retrofit energetico e adeguamento antisismico. Cosa che accade già in altri paesi d'Europa come Germania, Francia e Olanda. L'obiettivo è quello di unire i vantaggi energetici con quelli legati al miglioramento della vivibilità degli spazi privati e condominiali.

E di possibilità ce ne sono tante: dalla creazione di terrazzi con obiettivi di schermatura solare a interventi di re-impermeabilizzazione degli spazi liberi e di creazione di tetti verdi. In tal senso, occorre un intervento normativo che possa individuare con precisione queste categorie con il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici di almeno il 50% di riduzione dei consumi o il raggiungimento della Classe B di certificazione.

2. Nuovi strumenti per la riqualificazione energetica

Gli interventi di riqualificazione energetica di interi edifici ancora oggi sono un'eccezione nel nostro paese. Ciò accade perché non esistono efficaci interventi di incentivo per l'edilizia condominiale e perché quelli pubblici sono bloccati dal patto di stabilità. Per questo occorre per sbloccare questa situazione puntando sulla riduzione dei consumi energetici.

Nel caso dell'edilizia pubblica si dovrebbero escludere dal patto di stabilità gli interventi che permettono di realizzare interventi certificati e verificati di riduzione dei consumi energetici degli edifici, anche tenendo conto degli incentivi del 65% del nuovo conto termico destinato agli edifici pubblici.

Per quanto riguarda invece l'edilizia condominiale occorre rendere funzionante lo strumento delle Esco per interventi di riqualificazione complessiva di edifici con più alloggi, superando i problemi di accesso alle detrazioni fiscali per le famiglie a basso reddito. Come? Secondo GBC e Legambiente bisogna intervenire sul sistema dei titoli di efficienza energetica (TEE), introducendo una nuova scheda che si basi sui valori derivanti dalla certificazione energetica delle abitazioni di prima e dopo l'intervento.

3. Fotovoltaico nei condomini

Una scelta ecologica ed economica visto che il fotovoltaico oggi può fornire una risposta efficace per ridurre la spesa energetica dei condomini. Ma non è ancora possibile fare in modo che l'energia prodotta possa essere utilizzata direttamente per gli usi negli spazi comuni o per una parte dei consumi dei singoli appartamenti del condominio.

In tal senso, si sta muovendo il Movimento 5 Stelle, al lavoro su un disegno di legge per adeguare la normativa nazionale che impedisce l'utilizzo a più utenze elettriche dello stesso impianto rinnovabile. In questo modo, si potrebbe condividere l'energia rinnovabile a livello condominiale, sfruttando l'autoconsumo in questa modalità.

Secondo le due associazioni, occorre modificare la normativa vigente in modo da consentire nei condomini lo scambio sul posto con l'esonero dall’obbligo di coincidenza tra punto di immissione e prelievo dell’energia scambiata con la rete e da quello di pagamento degli oneri di rete e di sistema.

Francesca Mancuso

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