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fonti rinnovabili elettriche 2015Efficienza energetica e illuminazione. Un tema su cui tornerà ad esprimersi l'Europa proprio questo venerdì, quando la commissione tecnica sulla direttiva Ecodesign sarà chiamata a votare per decidere se rinviare o meno la messa al bando delle lampadine di classe C e inferiore.

Una diatriba che sta opponendo i vari stati europei: da una parte alcuni sarebbero favorevoli al rinvio, ma altri come la Danimarca avrebbero già evidenziato i vantaggi offerti ad esempio da sistemi efficienti come le lampade a LED.

Nel 2014 la Repubblica Ceca, la Francia, la Germania, l'Italia, la Polonia, il Portogallo e la Slovacchia si sono dichiarate favorevoli a un posticipo della messa al bando di queste lampadine. Ma non sono dello stesso avviso il Belgio, la Danimarca e la Svezia che con una serie di studi hanno dimostrato il fatto che le lampadine a Led di alta qualità siano ormai pronte per sostituire le alogene.

Il più recente, condotto dal CLASP, dalla Danish Energy Agency e da Energy Piano, ha rivelato che i prezzi dei LED e l'efficienza delle prestazioni hanno già superano le aspettative per il 2016. Perché allora rinviarne ulteriormente l'assoluta affermazione, consentendo la commercializzazione di sistemi molto meno efficienti e più dispendiosi sotto il profilo energetico? Non sarà un caso se grandi aziende come IKEA ed Erco abbiano annunciato la loro intenzione di passare ai LED dal 2016.

Ma torniamo un attimo indietro, al 2009, quando l'Ue ha deciso di mettere al bando tutte le lampadine di classe C ed inferiore a partire da settembre 2016, fatta eccezione per i faretti direzionali. Allora l'accordo era stato appoggiato dalle associazioni industriali. L'obiettivo principale della politica industriale sostenibile della Commissione europea era quella di ridurre le emissioni di gas serra del 20%, aumentando anche l'efficienza energetica del 20% e aumentando la quota di energie rinnovabili nel consumo energetico dell'UE al 20% entro il 2020, il famoso 20-20-20.

Su questo filone si inseriva la direttiva sulla progettazione ecocompatibile e quella sull'etichettatura energetica, con un ruolo chiave nella strategia dell'Ue per ridurre il consumo di energia e di risorse. Ma in settimana arriverà la resa dei conti.

La sola illuminazione in Europa brucia 340TWh di elettricità ogni anno: l'equivalente del consumo elettrico domestico complessivo di Italia, Francia e Regno Unitoha detto anche Davide Sabbadin, responsabile efficienza energica di Legambiente.

Il rapporto stima, inoltre, che la proposta della Commissione di rinviare la misura politica di due anni si tradurrà in 33 TWh di risparmio di elettricità persi nel corso di un periodo di dieci anni a partire dal 2016 fino al 2026. Al contrario, sulle bollette elettriche europee graverebbero circa 6,6 miliardi di euro. In termini di volume è circa l'attuale consumo di elettricità annuale della Danimarca. In Italia sarebbero780 milioni di euro.

Secondo lo studio, se il regolamento entrasse in vigore nel 2016, ma aumentasse alla A le lampade alogene ammesse nel mercato europeo, il risparmio energetico sarebbe addirittura pari a 79 TWh, quasi 1,58 miliardi di euro in dieci anni.

Francesca Mancuso

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