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Nel campo dell'efficienza energetica, l'Italia è il paese europeo con il maggiore potenziale di mercato, che si colloca tra i 55 e i 76 miliardi di euro complessivi, pari a 9,2-12,6 miliardi all'anno. Tali stime sono contenute nelle anticipazioni dell'Energy Efficiency Report 2015, realizzato dall'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano.

Lo studio, giunto alla sua quinta edizione, verrà presentato ufficialmente il prossimo 18 giugno e affronta, attraverso un'analisi del mercato e degli operatori coinvolti, il tema dell'efficienza energetica in Italia e in Europa, descrivendo lo stato dell'arte e le potenzialità del settore.

Il report evidenzia i risultati ottenuti da ciascun paese europeo nel percorso verso l'efficienza energetica, mettendo in relazione i risparmi energetici raggiunti nel 2012 con gli obiettivi fissati per il 2020 e definendo il valore risultante come 'quota raggiunta del target'. La media europea di quota raggiunta del target è, al momento, inferiore alle aspettative, collocandosi al 32%, con la maggior parte dei paesi analizzati (ben il 61%) fermi al di sotto di essa.

Solo la Germania ha superato la soglia indicativa del 50%, raggiungendo, già a fine 2012, circa il 69% dell'obiettivo prefissato al 2020, mentre il "fanalino di coda" risulta essere l'Irlanda, con solo il 9% di quota raggiunta del target. I Paesi più 'energivori' (Spagna, Regno Unito, Francia, Italia e Germania), che presentano dei consumi energetici annuali superiori alla media europea, hanno raggiunto in media una quota del target del 41% circa.

Lo studio fornisce anche una fotografia delle configurazioni caratteristiche degli interventi di razionalizzazione dei consumi in Italia, al fine di identificare i soggetti a cui spetta il ruolo di diffondere l'efficienza energetica nel panorama nazionale, e analizza i differenti assetti strategico-operativi degli operatori coinvolti nel mercato italiano dell'efficienza energetica.

Un focus particolare è stato riservato alle Energy Services Companies (ESCo), identificando le risorse oggetto di investimento, le tipologie di partnership stipulate con fornitori, istituti di finanziamento o università e i canali commerciali sfruttati.

L'analisi della situazione italiana mostra un paese dalle enormi potenzialità, frenato da burocrazia e difficoltà di accedere alle risorse finanziarie. L'Italia presenta infatti una filiera piuttosto matura, caratterizzata dalla presenza di diversi operatori specializzati, in grado di offrire numerose soluzioni tecnologiche attraverso contratti basati sulla garanzia risparmio.

D'altro canto, però, il quadro finanziario è inefficace, contraddistinto da iter onerosi e lunghi per l'ottenimento delle risorse e da istituti finanziari che, troppo spesso, valutano il merito creditizio del richiedente e non quello del progetto.

Lisa Vagnozzi

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