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Più consumi, meno paghi, come dire addio al risparmio energetico, all'efficienza e alle rinnovabili. È questa la nuova formula proposta dall'Autorità per l'energia durante un incontro avvenuto ieri con le associazioni e le imprese rinnovabili.

L'idea dell'Aeegsi è quella di avviare una riforma per agevolare la transizione verso uno sfruttamento sempre maggiore dell'elettricità grazie a una riduzione del costo dei consumi e alla possibilità per gli utenti di modulare con più libertà la potenza impegnata.

Secondo l'Autorità, la riforma porterà a una maggiore diffusione delle pompe di calore, che già da sole rappresentano un aumento della quota rinnovabile. Inoltre, in uno scenario caratterizzato dalla produzione da rinnovabili, il contenimento dei consumi non sarà più un obiettivo prioritario, in contrasto con quanto previsto dalle direttive europee.

Ma non è una buona notizia. Le associazioni presenti, tra cui Greenpeace, Italia Solare, ISES Italia, Legambiente, Kyoto Club, e il Movimento 5 Stelle, i consumatori (CODICI) e il WWF hanno manifestato la propria preoccupazione. A loro avviso, il risultato sarà un aumento della domanda di energia che arriva ancora per la maggior parte dai combustibili fossili.

Non è dello stesso avviso l'Authority, secondo cui questa soluzione andrebbe incontro alle famiglie numerose e si baserebbe sullo spostamento degli oneri di rete sulla quota fissa, in modo da aumentare i costi fissi degli utenti che consumano meno e parallelamente abbassare i prezzi dell'energia elettrica.

“Ad aggravare il contesto, se la riforma venisse confermata, efficienza energetica e impianti fotovoltaici risulterebbero molto danneggiati. Inoltre, con lo spostamento degli oneri in bolletta dalla parte variabile alla parte fissa, che l'Autority ha confermato, si determinerebbe un impatto negativo proprio sugli impianti fotovoltaici in autoproduzione” si legge nel comunicato congiunto.

Cosa cambierà? Secondo le associazioni, la conseguenza sarebbe un aumento della bolletta elettrica annuale per chi consuma meno di 2640 kWh/anno (l'81,5% delle famiglie italiane, pari a circa 24 milioni di famiglie su 29,3 milioni). 13,23 milioni di utenze con consumi minori avranno gli aumenti maggiori, compresi tra 70 e 100 euro l'anno, che significa tra il 10 e il 30% all'anno. Di contro, chi consuma di più avrà riduzioni delle bollette dal 20 al 40% all'anno.

Così facendo, chi consuma poco perché ha investito nel risparmio energetico o ha installato un impianto fotovoltaico, sarà ripagato con un bel rincaro. Al contrario, chi consuma più energia sarà incentivato a farlo e a non intervenire a favore dell'efficienza.

“Se verrà applicata questa tariffazione a partire dal 1° gennaio, l'Italia come si porrà all'interno della Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici prevista a dicembre?” si chiedono le associazioni?

Francesca Mancuso

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