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immagineSgravi fiscali, semplificazione burocratica e maggiore accesso al credito. Parla chiaro, illustrando le misure necessarie per favorire l'economia verde alle Commissioni riunite VIII e X della Camera dei Deputati, il Coordinamento FREE, che ha presentato il documento "La Green economy, quadro di riferimento per un più efficace sviluppo dell'efficienza energetica e delle produzioni con fonti energetiche rinnovabili".


CHE COSA È DAVVERO LA GREEN ECONOMY - Negli ultimi anni l'espressione "costruire una green economy" ha assunto significati diversi a seconda di chi la declinava, ma nella sua connotazione originaria si riferisce a un'economia in grado di garantire uno sviluppo sostenibile, capace cioè sia di non compromettere la possibilità delle future generazioni di continuare a svilupparsi, sia di essere compatibile con l'equità sociale e l'ecosistema. Ci tiene a ribadirlo nelle sue premesse il coordinamento, che ricorda come la Green Economy non debba essere pensata come un 'nuovo settorÈ economico, bensì come la trasformazione dell'economia tradizionale, a elevato consumo delle risorse primarie - fra cui anche territorio, acqua, ambiente - in un'economia responsabile e ambientalmente compatibile.

In altri termini, si tratta di accelerare e generalizzare l'incremento dell'efficienza nella gestione delle risorse non rinnovabili, nella salvaguardia qualitativa e quantitativa di quelle che sono rinnovabili e nello sviluppo di una nuova visione interdisciplinare e olistica per progettare nuovi segmenti industriali sui territori per la produzione di bio-based-product. Ma come sviluppare efficacemente i settori chiave dell'efficienza e delle rinnovabili? Ecco cosa propone il Coordinamento Free, che domani, 26 novembre, chiederà pareri, suggerimenti e critiche nel corso di un incontro con rappresentanti del mondo politico, economico.

1) Per le tecnologie più mature fra quelle che utilizzano fonti rinnovabili, la sostituzione degli incentivi con un mix di sgravi fiscali e crediti agevolati, assegnati tramite aste competitive, prevedendo la cartolarizzazione per la transizione dal vecchio al nuovo meccanismo, in modo da raggiungere l'obiettivo di riduzione delle tariffe elettriche con una efficienza molto superiore rispetto alle proposte avanzate dal governo e da produrre effetti positivi in termini di crescita industriale, contribuendo al rilancio dell'economia;

2) L'utilizzo della restante parte degli incentivi per promuovere le altre fonti rinnovabili elettriche, caratterizzate da una quota rilevante in termini di costi di esercizio (biomasse e biogas), da diversa maturità tecnologica o da differente livello di sviluppo industriale (solare termodinamico, piccolo eolico, geotermia a bassa e media entalpia), applicazioni energetiche tutte con ampi know-how e capacità produttiva nazionale;

3) Soprattutto per le piccole installazioni, semplificazione delle attuali procedure, troppo penalizzanti, come ad esempio nel caso geotermia a media entalpia e a ciclo chiuso, si applicano a impianti di piccola taglia le stesse complessità autorizzative delle centrali di decine di MW;

4) Per i produttori elettrici, oltre all'utilizzo dei cicli combinati, opportunamente flessibilizzati, in funzione di back-up alle produzione da fonti rinnovabili non programmabili (da remunerare mediante flexibility payment), la diversificazione delle loro attività in una serie di funzioni di servizio, puntualmente specificate.

5) Una proposta specifica, con positivo impatto ambientale, che il Coordinamento FREE ha avanzato a Governo e Parlamento, riguarda la detrazione fiscale del 50% per le persone giuridiche che sostituiscono coperture in amianto con il fotovoltaico: se attuata, fra il 2014 e il 2020 consentirebbe di bonificare una superficie di 13 km2, con un'occupazione stabile di più di 1000 persone e un fatturato annuo di circa 300 M€.

6) Creazione di un fondo di garanzia, con un'adeguata dotazione finanziaria, destinata a fornire al sistema bancario assicurazioni sufficienti a indurlo a fornire crediti in misura sufficiente e a condizioni non iugulatorie sia nel settore delle rinnovabili, sia per gli interventi di efficientamento energetico più strutturali e con tempi di ritorno medio-lunghi, sia nella cogenerazione e nel teleriscaldamento, sia, infine, per consentire alle ESCO di utilizzare estensivamente il finanziamento tramite terzi;

7) In alternativa o integrando quanto indicato, avvio da parte della Cassa Depositi e Prestiti, di un fondo chiuso, sia di venture capital che di private equity, dedicato all'efficienza energetica e alle fonti rinnovabili, come recentemente fatto in altri comparti;

8) Interventi diretti della Cassa Depositi e Prestiti, mediante investimenti nelle imprese, effettuati dal Fondo Strategico Italiano, costituito a tal fine dal Decreto Ministeriale 8 maggio 2011.

9) Un'altra misura, da attuarsi soprattutto nella fase di avvio di una nuova applicazione della Green Economy, consiste in detrazioni fiscali di entità e spalmatura temporale determinate in modo da consentire di promuovere efficacemente la nuova applicazione; garantire il ritorno completo delle agevolazioni, grazie al contributo in termini di IRES, IVA, IRAP; IRPEF, derivante dall'applicazione stessa.

Per consultare il documento clicca qui

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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