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trivella 450Confisca ed esproprio per pubblica utilità delle discariche: è la soluzione di Rosario Crocetta dopo le inchieste sulla corruzione che ha visto al centro rifiuti, discariche e rinnovabili. La soluzione per l'eolico invece è di limitarlo a dove già esiste. Ma è una strada percorribile, quella del presidente della Regione Sicilia?

L’INDAGINE – Si tratta del filone che ha portato alla luce il legame tra il rilascio di autorizzazioni per lo smaltimento dei rifiuti in Sicilia in cambio di denaro o regali e che ha travolto un funzionario dell'assessorato Territorio e Ambiente e alcuni imprenditori.

Il tutto ha trovato linfa vitale nell’apparato burocratico, che ha permesso agli imprenditori di evitare controlli o di superarli. Tutto questo mentre a farne le spese erano l’ambiente, il territorio e la salute pubblica.

LA PROPOSTA DI CROCETTA – Così, ora Crocetta pensa a confisca ed esproprio, oltre a fare “piazza pulita dei dipendenti corrotti". Dall’arrestato Gianfranco Canova saranno acquisite le autorizzazioni rilasciate per le discariche e le verifiche andranno avanti anche al dipartimento Energia, ha spiegato Crocetta.

LA VICENDA EOLICO – Per l’eolico invece Crocetta pensa a vincoli paesaggistici con norma ad hoc, in particolare per consentirne la presenza là dove già è esistente. Una norma insolita, che di fatto andrebbe a limitare lo sviluppo delle rinnovabili, per di più auspicata da un governatore che ha da poco firmato un protocollo d’intesa con Edison, Eni, Assomineraria e Irminio per lo sfruttamento dei giacimenti di gas e petrolio nel Canale di Sicilia, un voltagabbana per Greenpeace, che ricorda come Crocetta abbia firmato 2 anni fa un appello antitrivellazioni. Insomma, si guardano solo i rischi dell'eolico, ammesso che ci siano. Ma quelli delle fossili? E poi, Crocetta potrebbe imporre simili limitazioni?

Abbiamo un precedente, quello della Regione Sardegna, che aveva tentato di circoscrivere e limitare le aree disponibili alla realizzazione di impianti eolici. Ebbene, alla fine la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime le norme della legge regionale n.25/2012 (art. 8, comma 2). E anche nel 2012 la Regione Sardegna ha dovuto adeguarsi, quando la stessa Corte ha ritenuto che i limiti imposti eccedessero dalla competenza regionale. Perché allora Crocetta dovrebbe essere libero di superare le norme statali?

Anna Tita Gallo

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