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turbine campo 450Il Consiglio di Stato accoglie il ricordo della società Farpower2 s.r.l. relativo ad un parco eolico da 141MW. Bocciata la posizione della Regione Puglia nel corso dell’iter autorizzativo: i parchi eolici non possono ricadere nella procedura di VIA solo perché ne viene considerato l’impatto visivo.

LA SENTENZA – Tutto è nato dalla diatriba sorta attorno ad un parto eolico di Farpower, per il quale la Regione Puglia e il Servizio Ecologia avevano deciso di attivare la procedura di VIA con una determinazione del 2011. I motivi, sostanzialmente, erano legati all’impatto del progetto. Si chiedevano anche indagini per valutare gli “inevitabili impatti cumulativi (sul paesaggio, sugli ecosistemi, sui sistemi umani)” del parco eolico che sarebbe sorto ad Ascoli Satriano (FG). Ebbene, la sentenza del Consiglio di Stato va di fatto ad annullare sia la determinazione della Regione che quanto deciso dal Tar.

EOLICO E VIA – In buona sostanza, la decisione del CdS rimarca l’impossibilità di accettare una sorta di automatismo per il quale ogni richiesta di realizzazione di parchi eolici debba essere sottoposta alla procedura di VIA. O meglio, non si possono basare le decisioni su giudizi estetici – quindi soggettivi – a meno che non si tratti di installazioni destinate a sorgere in zone precedentemente identificate come inidonee. Senza contare che la richiesta di autorizzazione relativa al progetto è stata inoltrata quasi 5 anni prima.

PRECEDENTI – Le Regioni che “sconfinano”, cercando di imporre decisioni e provvedimenti per arginare l’espansione delle rinnovabili, ultimamente vengono parecchio bacchettate. È il caso della Regione Sicilia: pochi giorni fa avevamo riportato la notizia della stroncatura riservata dal Tar all’idea del governatore Rosario Crocetta di arginare l’eolico là dove già esiste.

Un’idea peraltro condivisibile, da un certo punto di vista, se pensiamo che il suo obiettivo principale nel formularla era stato la lotta contro la mafia inseritasi negli appalti. Ma nella pratica poi quell’idea avrebbe azzoppato le rinnovabili, peraltro in una Regione che ha autorizzato recentemente le trivellazioni nel Canale di Sicilia. Discorso simile per la Regione Sardegna. Anche qui si è verificato un tentativo di limitare ad aree precise il posizionamento dei generatori, ma la Corte Costituzionale si è opposta.

Anna Tita Gallo

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