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eolicofranciaCresce l'eolico in Francia Dopo 4 anni di declino nelle nuove installazioni, il vento ha soffiato forte sui cugini francesi con nuove connessioni alla rete in aumento nel 2014. Una cifra che ha raggiunto lo scorso anno 1042 MW e che ha portato alla soglia complessiva di 9 GW.

A rivelarlo è stata un'analisi condotta da France Energie Eolienne, secondo cui questo ritrovato slancio può essere spiegato con la maggiore volontà da parte delle autorità e un primo passo per conseguire gli obiettivi della transizione energetica. Il governo francese ha fissato un obiettivo di 40 GW di energia eolica onshore e 15GW di capacità eolica off-shore entro il 2030, come parte degli sforzi per produrre un quinto della sua energia attraverso il vento.

Un obiettivo, la cui realizzazione secondo Fee richiede l'adozione di misure adeguate nel disegno di legge sulla transizione energetica e in quello sulla crescita. Diversi sono stati i passaggi chiave, tra cui le tariffe feed-in e l'adozione della legge Brottes (2013) che ha rimosso gli ostacoli per lo sviluppo dell'eolico.

Queste semplificazioni legali hanno dato rapidamente i loro frutti come ha evidenziato Frédéric Lanoë, Presidente di France Energie Eolienne: “La fine degli anni 2000 è stata caratterizzata da un quadro legislativo complesso, sfavorevole allo sviluppo dell'energia eolica in Francia. Gli effetti sono stati molto negativi, perché dal 2009, l'energia eolica connessa è scesa ogni anno. Al contrario, la legislazione recente gli ha dato appoggio”. Spiega ancora Lanoë: “Questa crescita dovrebbe assolutamente essere amplificata nei prossimi anni, se la Francia vuole raggiungere i suoi obiettivi di transizione energetica”.

Il disegno di legge per la transizione energetica ha infatti fissato un obiettivo preciso: aumentare la quota di energie rinnovabili al 23% del consumo finale lordo nel 2020 (19.000 MW eolico onshore e 6 000 MW eolico offshore). Per raggiungere queste cifre si dovranno quindi portare in rete oltre 1600 MW all'anno.

eolicofranciaevoluzione2014

Il governo e il Parlamento dovranno dunque cogliere l'opportunità della normativa sulla transizione energetica attualmente proposta al Senato per portare a termine la riforma del mercato elettrico. “Nel 2014, sono stati necessari 1,5 miliardi di euro di investimenti per le infrastrutture dedicate a 1042 MW,” dice Sonia Lioret, delegato generale di Fee. “È essenziale per garantire la fiducia degli investitori e avviare il processo globale di transizione energetica. Ciò richiede una riforma ambiziosa del mercato elettrico, mentre la modifica della tariffa feed-in può avvenire solo in un secondo tempo”.

Francesca Mancuso

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