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windvision hero 3Entro il 2050, l'eolico potrebbe coprire il 35% della produzione elettrica degli Stati Uniti. A rivelarlo è stato uno studio realizzato dal Dipartimento dell'Energia Usa.

L'energia eolica in America è cresciuta in maniera significativa negli ultimi 10 anni. Oggi gli americani ne utilizzano il triplo rispetto a 7 anni fa. A Oggi, il vento permette di produrre circa il 4,5 per cento dell'energia elettrica della nazione. Una cifra che potrebbe salire fino al 35% entro i prossimi 35 anni.

È questa la conclusione del rapporto dal titolo “Wind Vision: A New Era for Wind Power in the United States” che ha realizzato una tabella di marcia su tempi e modi con cui l'energia eolica sarà in grado di diventare una delle principali fonti degli Usa, riducendo anche la produzione di gas climalteranti.

Tre gli scenari disegnati dal rapporto: si da val primo, al 2020, che ipotizza la creazione di 113 GW di nuova capacità eolica a livello nazionale allo scenario a lungo termine, al 2050, che prevede la creazione di 404 GW di nuova capacità, abbastanza per alimentare quasi 100 milioni di case, con una fase intermedia al 2030.

Lo studio, basato su alcuni modelli, ipotizza che si arriverà al 10% della domanda di energia elettrica negli usi finali nazionali entro il 2020, al 20% entro il 2030 e al 35% entro il 2050.

Si va dal Baseline Scenario, con capacità eolica costante a 61 gigawatt (GW) nel 2013, un business-as-usual Scenario (BAU), e uno scenario di studio. Il secondo è stato utilizzato per valutare il settore della competitività economica nazionale odierna e quella futura.

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Aumentare la capacità nei prossimi tre decenni è un obiettivo ambizioso ma realizzabile, secondo il rapporto. Significherebbe apportare un aumento dell'1% dei costi di energia elettrica dei consumatori prima del 2030, ma con un risparmio del 2 per cento entro il 2050 una volta che saranno in funzione più parchi eolici. Al tempo stesso, nel 2050, si otterrebbe una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra negli Stati Uniti del 14%.

Gli investimenti nell'eolico potrebbero raggiungere fino a 70 miliardi di dollari l'anno entro il 2050, e a quel punto l'industria avrebbe 600.000 posti di lavoro.

Secondo il Doe, il vento potrà essere una valida fonte di energia elettrica rinnovabile in tutti i 50 stati entro il 2050. Inoltre, entro quella data la maggior parte dei componenti delle turbine eoliche potrebbe essere prodotta negli Stati Uniti.

Entro il 2050, l'energia eolica potrebbe inoltre contribuire a compensare 12,3 gigatonnellate di gas serra, pari a 400 miliardi di dollari di emissioni di carbonio evitate agli attuali valori economici globali. Inoltre, potrà aiutare a compensare 2,6 milioni di tonnellate di biossido di zolfo, 4,7 milioni di tonnellate di ossidi di azoto e 0,5 milioni di tonnellate di polveri sottili, pari a 108 miliardi dollari in risparmi di costi sanitari evitati e danni economici.

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Entro il 2050, l'energia eolica potrà far risparmiare 260 miliardi di litri d'acqua che sarebbero stati utilizzati dal settore dell'energia elettrica, pari a quella contenuta da 400.000 piscine olimpioniche.

Senza contare il risparmio dei costi. Con l'energia eolica, gli Stati Uniti potrebbero risparmiare 280 miliardi di costi del gas naturale entro il 2050.

Ma come si arriva al 35% entro il 2050? È questa la domanda a cui ha cercato di rispondere il dossier. Le "aree di intervento" si concentrano sul progresso tecnologico, sull'integrazione di rete, sullo sviluppo della forza lavoro e forniscono un quadro globale per la futura distribuzione di energia eolica e per le ulteriori riduzioni dei costi.

Quest'ultima sarà influenzata soprattutto dai progressi nelle tecnologie. Utile è anche l'ampliamento delle aree destinate all'eolico, ad esempio il sud degli Stati Uniti, così come l'installazione di nuove reti di trasmissione di alta qualità.

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Francesca Mancuso

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