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eolicoturbinacieloLa Francia alza a 25.000 MW l’obiettivo eolico al 2023, come indicato dal Conseil Superieur de l'Energie. E in Italia cosa accade? Siamo ancora fermi da oltre un anno e mezzo a 9.000 MW, in attesa del Decreto Ministeriale Rinnovabili. Una situazione che viene rimarcata nuovamente da Anev.

LA FRANCIA ALZA L’ASTICELLA - Quel target della Francia mostra la volontà e l’ambizione nei confronti delle fonti di energia rinnovabile e dell’eolico, insieme alla tendenza a voler consolidare una strategia energetica nazionale strutturata e di ampio respiro. È il Cse ad aver dato questa indicazione, l’organismo consultivo istituito dal Ministero dell’Energia e composto dai rappresentanti del Parlamento, del Consiglio di Stato, dei Ministeri interessati, degli enti locali, dei consumatori, dell'industria del settore e dei sindacati.

Come ricorda Anev, l’Associazione Nazionale Energia del Vento, questo passo della Francia agevola la pubblicazione entro il prossimo luglio della strategia attuativa della legge sulla transizione energetica, la Programmation pluriannuelle de l'énergie (Ppe) che al 2023 prevede anche una capacità eolica offshore di 3 GW.

L’EOLICO IN ITALIA - L’Italia oggi fa a parole molto ma di fatto nulla, dicono da Anev. Pur dichiarando di voler raddoppiare la potenza eolica installata e di raggiungere il 50% di produzione elettrica da fonte rinnovabile entro il 2018, il Governo appare inerme e in grave ritardo rispetto ai provvedimenti attesi dal 2014 e non ancora varati.

L’obiettivo eolico in Italia è di 12.680 MW al 2020, praticamente la metà di quello suggerito dal Cse alla Francia. E questo obiettivo rischia di non essere raggiunto, visto il ritardo del Governo nell’emanazione del Decreto ministeriale FER non fotovoltaiche, necessario per la realizzazione di nuovi impianti. Un provvedimento che avrebbe dovuto essere emanato entro dicembre 2014. La richiesta di Anev è al governo Renzi: mettere in pratica gli obiettivi e le decisioni che dichiara sulla carta.

“Il mondo intero sta puntando sulle Rinnovabili e sull’eolico e lo sta facendo con azioni concrete e incisive. L’Italia non può rimanere a guardare, ma (paradossalmente) deve prendere esempio dai cugini francesi, proprio in un settore dove, come dichiarato dallo stesso Presidente del Consiglio Renzi, l’Italia ha una posizione di leadership”, concludono da Anev.

Anna Tita Gallo

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