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Siemens non farà nuovi piani di investimento sull’eolico nel Regno Unito fino a quando la relazione tra UK ed Unione Europea non diventerà chiara. Ecco che le conseguenze della Brexit si affacciano sul settore delle rinnovabili.

La società energetica tedesca vuole procedere con cautela negli investimenti a causa delle incertezze sorte dopo il voto della scorsa settimana che vorrebbe il Regno Unito fuori dall’Europa.

I dubbi non riguardano comunque gli stablimenti già presenti in UK. Le attività dell’hub di Hull, che dà lavoro a 1000 persone, non subiranno conseguenze e continueranno a produrre eliche e turbine eoliche senza problemi nel corso del prossimo anno.

Ma Siemens in ogni caso non farà nuovi investimenti sull’eolico in UK fino a quando la situazione rimarrà incerta. Juergen Maier – CEO di Siemens UK – spera che lo stablimento di Hull continuerà ad operare per la produzione delle turbine eoliche.

Il progetto per la realizzazione dell’hub di Hull aveva ricevuto il supporto economico dell’Unione Europea e da questo punto di vista non possono dunque mancare delle preoccupazioni. Perciò Maier ha chiesto al Governo UK di dare inizio a delle negoziazioni con il settore dell’eolico prima di comunicare ufficialmente a Bruxelles la decisione di lasciare l’Unione Europea.

Pare che in generale gli investitori del settore dell’eolico stiano procedendo con molta cautela nel pensare a nuovi progetti finanziari ora che la posizione del Regno Unito rispetto all’UE rimane incerta.

Appare evidente la richiesta di maggior chiarezza per quanto riguarda le implicazioni per il settore dell’eolico dell’abbandono dell’UE da parte del Regno Unito. Nello stesso tempo esiste la convinzione che le politiche energetiche UK non dipendano dal fare parte oppure no dell’Unione.

Per quanto riguarda le rinnovabili il Regno Unito ha sempre attratto molti investitori superando altri Paesi europei e pare che l’obiettivo fissato al 27% per le rinnovabili nel mix energetico UE possa diventare troppo ambizioso a seguito del possibile distacco dall’Unione. In caso di un’auto-esclusione del Regno Unito dall’UE, gli altri Paesi europei forse dovranno impegnarsi di più nelle rinnovabili per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Marta Albè

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