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pale nere turbine eolicheNovità in arrivo nel settore dell'eolico. Un gruppo di giganti dell'energia norvegese ha inaugurato un progetto pilota che, dipingendo alcune delle pale delle turbine di nero e rivestendone altre di vernice ultravioletta, si propone di ridurre l'impatto delle centrali eoliche sulla fauna avicola.

Quante volte vi è capitato di leggere di uccelli entrati fatalmente in collisione con le pale eoliche? Affinché tali incidenti non si ripetano in Norvegia è partita una sperimentazione, che prevede di colorare di nero alcune parti delle turbine per tenere lontane anatre, cicogne, aquile e quant'altro.

Proprio ieri il colosso norvegese dell'energia, Statkraft, ha confermato di aver avviato la sperimentazione su 68 turbine. Il progetto è seguito dalla Energy Norway, un'organizzazione industriale no-profit a cui fanno capo oltre 200 compagnie coinvolte nel processo di produzione e distribuzione di energia elettrica nel Paese scandinavo, con il contributo di altre importanti aziende del settore, quali Vatenfall e Statoil.

Non è la prima volta che ci si interroga sul rapporto tra fauna e centrali eoliche. Delle ricerche condotte in passato hanno concluso che le pale eoliche non determinano particolari effetti sulla popolazione avicola e, soprattutto, non ne causano la diminuzione sul lungo periodo: stando alle loro conclusioni, gatti e traffico cittadino mietono molte più vittime tra gli uccelli di quante possa farne una centrale eolica.

Tuttavia è capitato in alcune occasioni che aquile, anatre o esemplari di altre specie si siano scontrati con le pale o con le torri. Gli incidenti sono più frequenti in alcuni siti, forse maggiormente esposti al rischio per via della collocazione geografica, in aree molto popolate da uccelli o lungo le loro rotte migratorie.

Per questo, gli operatori norvegesi dell'eolico hanno pensato di rendere più visibili le turbine dipingendo una pala su quattro e alcune parti delle torri di nero. Altre parti saranno invece rivestite di vernice ultravioletta, non percepibile all'occhio umano.

L'operazione ha il vantaggio di non comportare dispendio di energia - a differenza di sistemi più sofisticati attualmente in fase di studio - e, di conseguenza, di essere relativamente economica e replicabile anche nelle centrali offshore: la vernice può essere applicata al momento della costruzione delle centrali, senza rendere necessari ulteriori interventi nel futuro.

Ora non bisogna fare altro che attendere l'esito della sperimentazione, per comprendere se la soluzione sia davvero efficace a scongiurare le collisioni e a proteggere la fauna avicola in prossimità delle centrali.

Lisa Vagnozzi

GreenBiz.it

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