Menu

ivanpah uccelliDopo l'eolico, ora anche il termodinamico finisce sotto accusa per l'impatto ambientale sugli uccelli. È ora di dire stop alle rinnovabili "ammazza-animali"? Cosa si sta facendo per ridurre il numero delle morti correlate a queste fonti? E quanto conta il contesto generale? Andiamo con ordine.

Ivanpah, l'impianto solare termodinamico più grande del mondo, si trova ad affrontare critiche sempre maggiori da parte degli ambientalisti statunitensi per il potenziale pericolo che rappresenterebbe per la fauna aviaria per via dell'intenso calore che genera.

PANNELLI SOLARI TERMODINAMICI SCAMBIATI PER LAGHI - I suoi specchi, infatti, potrebbero letteralmente bruciare i volatili che attraversano l'intenso calore che circonda le torri. Lo rivelano alcuni documenti rilasciati da BrightSource Energy lo scorso anno: decine di uccelli morti sono stati trovati presso lo stabilimento nel corso degli ultimi mesi, durante la fase di test. I biologi federali hanno notato che presentavano il piumaggio bruciato.

Gli operatori sono stati colti impreparati. Si aspettavano che qualche animale potesse morire, ma non prevedevano che potesse trattarsi di un numero così alto. Per questo ora stanno lavorando per risolvere il problema e tutelare non solo l'ambiete con la produzione di energia pulita, ma anche la biodiversità, diminuendo le morti degli uccelli.

ivanpah uccelli2

"Con i dati che abbiamo raccolto, è troppo presto per trarre delle conclusioni definitive circa l'impatto a lungo termine sulla specie avicole o su altre specie", spiega Jeff Holland, portavoce di NRG Energy. Gli fa eco Joe Desmond, di BrightSource, che si è detto fiducioso "nella tecnologia e nella sua capacità di operare e funzionare come previsto. La società sarà in grado di risolvere il problema delle morti di uccelli e costruire altri grandi impianti in California e altrove". Attualmente, proprio per evitare problemi simili in altri futuri impianti, i regolatori statali e federali stanno conducendo uno studio di due anni sugli effetti di Ivanpah sugli uccelli.

L'indagine tenterà di identificare la vera causa della morte degli uccelli, che potrebbe anche essersi scontrati frontalmente con le strutture. O aver scambiato il grande impianto di pannelli solari scintillanti per un lago. Nonostante gli sforzi, però, sono molti i gruppi ambientalisti che continuano a mettere in discussione il valore dell'energia pulita quando la fauna selvatica viene ferita o uccisa.

LE PALE EOLICHE AMMAZZA UCCELLI - Accade anche in Italia, dove lo scettro di "rinnovabile-assassina" va certamente all'eolico (almeno in attesa del decollo nel nostro Paese del solare termodinamico). Appena ieri, tanto per fare un esempio, Lipu-BirdLife Italia ha denunciato l'ennesima vittima - questa volta uno splendido e raro nibbio reale – delle pale eoliche, colpevoli, secondo i detrattori, di fare strage di biodiversità uccidendo rapaci e cicogne, oltre che compromettere ampie porzioni di territorio e di paesaggio italiano. Alle collisioni si aggiungono gli effetti "indiretti", come il disturbo e la sottrazione agli uccelli di enormi territori di caccia sempre più alterati da un numero sconsiderato di macchine.

L'episodio è accaduto presso l'impianto eolico di Bisaccia, in provincia di Avellino, vicino al confine con la Puglia. Il rapace è stato raccolto da un residente della zona che stava passando sotto l'impianto. Curato da un veterinario di Bisaccia, il nibbio reale è stato poi è stato recuperato dai volontari della Lipu di Benevento e condotto dagli stessi al Presidio ospedaliero veterinario presso il Presidio Frullone dell'Asl Napoli 1. L'impatto contro le pale eoliche ha tranciato gran parte dell'ala, a partire dal radio e ulna fino alle falangi.

eolico uccelli

"Lo ripetiamo da anni: lo sviluppo del settore eolico è avvenuto con modalità distorte che hanno causato scempi di territorio e danni alla natura, dalla Puglia al Molise, da Campania e Basilicata fino alla Calabria e alle Isole – dichiara Claudio Celada, direttore Conservazione natura Lipu-BirdLife Italia – Tali impianti, spesso sovradimensionati rispetto alla reale sostenibilità ambientale, sono stati sorretti con incentivi generosi e realizzati in assenza di una programmazione seria, che avrebbe evidenziato, in molti casi, l'inopportuna localizzazione di queste pale, che andavano realizzate solo in aree già degradate e lontano dalle rotte migratorie e dalle zone di forte presenza degli uccelli".

MIGLIOR DESIGN, MAGGIORE SICUREZZA - Il problema esiste davvero. Non è un caso che negli ultimi anni siano stati fatti dei passi in avanti e le turbine siano cambiate drasticamente. Le pale sono ormai solide, il che significa nessuna struttura reticolare che attiri gli uccelli come un rifugio. Inoltre, la superficie è molto più grande, in modo da non dover girare più velocemente per generare energia. E un movimento più lento significa meno collisioni.

Forse il cambiamento più grande in materia di sicurezza, però, ha a che fare con la posizione. Le nuove installazioni prevedono un posizionamento "bird-friendly" ideale. I parchi eolici non possono essere costruiti lungo i percorsi migratori, in aree con alto numero di popolazioni o con caratteristiche speciali che potrebbero attirare uccelli in futuro. Inoltre, la crescente tendenza verso la costruzione di turbine in mare aperto fa ben sperare per gli uccelli, dal momento che i parchi off shore hanno meno collisioni rispetto a quelli terrestri.

Questa evoluzione in favore degli animali è stata riconosciuta anche dalle associazioni di tutela degli uccelli. "La spinta per una massiccia espansione delle fonti rinnovabili di energia ha un enorme potenziale per migliorare le condizioni ambientali e raggiungere gli obiettivi dell'indipendenza energetica. Ma dobbiamo fare in modo che nella corsa per il potere sostenibile non si sacrifichino habitat sensibili e corridoi di migrazione degli uccelli", ha dichiarato Steve Holmer, direttore dell'American Bird Conservancy, sottolineando proprio i progressi nel posizionamento e nel design più bird-friendly, che si pongono il fine di ridurre il numero di decessi di uccelli derivanti da una delle migliori fonti di energia alternative al momento disponibili.

Ancora in molti non sono comunque d'accordo. Per questo combattano l'installazione di nuove turbine, citando ancora oggi la mortalità degli uccelli come effetto collaterale inaccettabile. Ma a onor del vero, va evidenziato che numerosi studi a livello internazionale hanno dimostrato come sia relativamente basso il contributo delle turbine eoliche sui decessi annui di volatili.

LE ALTRE CAUSE DI MORTE - A testimonianza dell'impatto minimo degli aerogeneratori sull'avifauna, uno studio della Canadian Wind Energy Association (CanWEA) ha evidenziato che su 10.000 incidenti occorsi a volatili, meno di uno è imputabile agli impianti eolici. Anche in Italia, ricorda l'Anev, gli studi effettuati hanno dimostrato la modestia di tali effetti, ma in applicazione del principio di precauzione, il Protocollo ANEV esclude dalle istallazioni eoliche le aree dove esistano corridoi migratori o specie di particolare pregio avifaunistico.

Le maggiori cause di mortalità degli uccelli includono collisioni con gli edifici, con le linee ad alta tensione, con le torri di comunicazione e con le auto, e l'impatto delle tossine e degli inquinanti, tra cui pesticidi. Anche i gatti domestici contribuiscono più delle turbine all'uccisione di centinaia di milioni di uccelli (FONTE AWEA).

Il punto, forse, è che nessuna fonte di energia – o, meglio, nessuna attività umana - è completamente libera da impatti ambientali. Come fonte di energia non inquinante, l'energia eolica e quella termodinamica restano uno dei modi più rispettosi per l'ambiente di generare elettricità limitando i danni per la fauna selvatica rispetto ad altre fonti inquinanti. Non per questo non bisogna migliorare. Gli sforzi degli sviluppatori contribuiranno ancor di più a proteggere gli animali.

Roberta Ragni

Eolico: pale nere per limitare l'impatto delle centrali sugli uccelli

Ivanpah, l'impianto solare termodinamico più grande del mondo (VIDEO)

GreenBiz.it

Network