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fotovoltaico_trisCome sempre l’Italia è il Paese grandi contraddizioni. Pur essendo una delle Nazioni europee che, negli ultimi anni, ha visto una rapida e capillare diffusione di fonti di energia alternative il futuro su questo versante appare al momento molto incerto. A lanciare l'allarme è l'Anie, la federazione dell'industria elettrica ed elettronica aderente a Confindustria, che ha presentato a Milano uno studio realizzato da Althesys, il centro studi milanese che elabora l'Irex, l'indice di Borsa che monitora le società italiane delle energie rinnovabili.

Da questo studio è emerso come negli ultimi due anni siano state realizzate in Italia 389 operazioni industriali nel segmento dell’energia pulita, una cifra che ha portato il nostro Paese ai primi posti in Europa per la crescita del comparto. L’impegno economico è stato di 6,5 miliardi di euro che hanno portato alla realizzazione di nuovi impianti per un totale di 4.127 MW di potenza installata. Uno slancio non di poco conto che rischia però di subire una rapida frenata a causa di alcune condizioni generali che non fanno ben sperare per il futuro della filiera delle rinnovabili nel nostro Paese. In primo luogo la mancanza di certezze su quanto prevederà il Conto energia 2011, che pare dovrebbe essere approvato entro la fine di maggio o al massimo entro giugno. A questo si affianca la mancanza di linee guida nazionali sull’autorizzazione unica per le realizzazioni di impianti di produzione di energia fotovoltaica che si attendono, ormai da sette anni.

Manca inoltre un quadro normativo nazionale, lacuna che ha spinto alcune Regioni a decidere autonomamente su come impostare lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel loro territorio, come è avvenuto nel caso della Puglia e della Calabria. A questo proposito non possiamo dimenticare che proprio la decisione della Puglia, che permetteva di ricorrere alla semplice dichiarazione di inizio attività anche per realizzare impianti sopra 1 Mw, è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale.

Detto questo, ecco la ricetta di Althesys per il futuro delle rinnovabili in Italia. Il nostro Paese, ha spiegato la società nel suo studio, ha bisogno in primo luogo di una politica industriale di ampio respiro che deve riguardare i processi autorizzativi e la pianificazione territoriale. C’è poi bisogno di sistemi di incentivazione, di infrastrutture di rete, di misure per favorire il consolidamento delle imprese e della promozione e del coordinamento della ricerca e sviluppo. Solo così il nostro Paese potrà dunque diventare ancor più competitivo in Europa e potrà sperare di combattere ad armi pari Paesi all’avanguardia come la Cina che ha recentemente superato la Germania sul fronte della produzione eolica e che - secondo i dati del Global Wind Energy Council, l'associazione mondiale dei produttori di energia eolica- finirà a breve per superare anche gli Usa.

Redazione GreenBiz.it




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