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DSC02688INTERSOALR EUROPE 2014 - Come tutti gli anni, ai primi di giugno, si apre a Monaco di Baviera l'evento europeo più importante dedicato all'energia solare: Intersolar Europe. Chi gira oggi tra i padiglioni e gli stand dell'imponente e funzionale centro espositivo bavarese, si sentirà sempre più cittadino del mondo, coinvolto in conversazioni che affrontano e comparano i mercati da prospettive umane e geografiche lontane ma che possono capirsi e aiutarsi.

Le conferenze e la fiera si integrano dal 2 giugno per una settimana, consentendo nello stesso ambiente di aggiornarsi sui trend attuali e sulle previsioni globali del settore, ma anche di offrire opportunità concrete di business, comunicazione e confronto alle aziende.

DALL'EUROPA ALL'ASIA - Nel 2013 per la prima volta il baricentro relativo al volume dei nuovi impianti si è significativamente spostato dall'Europa verso l'Asia ed altre aree del mondo. La quota mondiale di nuovi impianti sul suolo del vecchio continente nel 2013 è stata del 29% contro il 55% del 2012 (11 GW nel 2013 contro i 17,7 del 2012). L'Europa è stato certamente un continente pioniere, ed è ancora il leader per potenza cumulata installata (81,5 GW su quasi 140 GW globali), ed ha ancora oggi nella Germania la sua locomotiva. Ma la diminuzione collettiva dei nuovi impianti europei che ha come causa principale la riduzione, o la fine, delle politiche di incentivazione, è per fortuna bilanciata da una fortissima crescita extraeuropea.

GERMANI, REGINA UE - Per dare qualche numero sull'industria tedesca, citiamo le statistiche della BSW Solar: con gli ultimi 3.300 MWp installati nel 2013 la Germania è ancora la nazione che ha allacciato il maggior numero di nuovi MW in Europa e si è portata a un totale di 35.700 MWp (circa il doppio dell'Italia e poco meno del 30% dell'intera potenza mondiale). Eppure il calo tedesco del 2013 rispetto ai 7.600 MW del 2012 è stato importante.

A fronte di questa situazione si è assistito a una crescita positiva del mercato britannico, oggi secondo mercato (1,5 GW in UK), che ha superato l'Italia. Da segnalare le battute d'arresto di alcuni paesi che avevano vissuto rapidi ma irripetibili boom.

Le notizie migliori sul fronte delle politiche ce lo si aspetta da mercati relativamente piccoli come l'Austria, la Svizzera, la Danimarca, ma le quote dei paesi extraeuropei sono destinate a crescere guidato dall'Asia e soprattutto dalla Cina, seguito dagli USA e dal Sud America.

Uno scenario medio di previsione sull'Europa, (dunque non ottimista, ma nemmeno tragico), formulato dall'EPIA prevede nel migliore dei casi una stabilizzazione dei numeri e considera fortemente possibile un ulteriore riduzione dei volumi a livello europeo, seppure senza omogeneità tra gli stati. Il quadro ovviamente potrebbe migliorare in caso di un rafforzamento delle politiche incentivanti.

SGUARDO EXTRAEUROPEO - Questo maggior interesse per mercati extraeuropei, si respira, si rispecchia e si osserva in fiera, ad esempio nel numero di espositori presenti impegnati in progetti oltreoceano, nelle frequenti i riunioni tra operatori che si concentrano sugli sviluppi extraeuropei. Dunque questo slittamento del mondo fotovoltaico da un lato é una buona notizia, perché ne testimonia la crescita mondiale, in particolare in Cina (primo mercato del 2013 con circa 11GW). Dall'altro evidenzia che c'è ancora bisogno – prima di tutto per ragioni ambientali - di investire nella transizione energetica europea e mondiale, anche in quelli che sembrano mercati maturi, ma da non lasciare privi di sostegno.

Le ottime conferenze hanno affrontato, oltre a temi trasversali quali lo storage e l'innovazione, le analisi di nuovi mercati. Tra questi ci soffermiamo sulla Turchia e sull'Africa Sub Sahariana.

TURCHIA, TRA FOTOVOLTAICO E GEOPOLITICA - La Turchia riveste un ruolo geopolitico destinato a crescere nel secolo in corso, sia per i rapporti con gli USA e con la Russia, sia per la posizione al centro dell'Eurasia, affacciata sui paesi arabi, sia per l'economia che la sostiene. Si tratta ormai di una potenza regionale in espansione con un peso politico, commerciale, militare e demografico.

Il fotovoltaico in questo quadro è ancora poco sviluppato (si parla di pochi MW allacciati), ma ha un potenziale ragguardevole dovuto non tanto alle tariffe (basse: 13,3 US$/kWh), quanto alla forte crescita della domanda energetica, all'irraggiamento, al prezzo stesso dell'energia che oggi in gran parte importa di provenienza fossile. Viene valorizzato, nello schema incentivante, il local content (montaggio, moduli, celle, inverter, trackers). Il mercato è tuttora giovane e presenta problemi non indifferenti sia per processi burocratici, che per il finanziamento e per la disponibilità di terreni non agricoli destinabili effettivamente ai progetti. Ma potrebbe essere un mercato ad alta crescita. Alcune stime parlano oggi di un payback in 7-8 anni e un IRR del 12%.

LE SFIDE DELL'AFRICA SUB SAHARIANA - L'Africa Sub Sahariana rappresenta un'area in cui c'è da fare moltissimo, nonostante gli ostacoli. Ci sono esigenze umane e naturali che hanno bisogno di risorse utili, impiegabili, ma ad oggi in grandissima parte abbandonate, che possono costituire una soluzione pulita alle necessità delle crescenti popolazioni africane. L'abbondanza di spazio e di giorni di sole, l'efficienza e la relativa longevità degli impianti fotovoltaici, ove supportati da materiali e lavori di qualità, sostenuti da finanziamenti che per ora non sembra facile ottenere, e da polizze assicurative ben strutturate, in zone con irraggiamento spesso doppio di quello di alcune zone europee, con una diminuzione continua dei costi per kWp installato possono generare un mix molto interessante. Tra i paesi più promettenti evidenziamo il Ghana, il Senegal, il Kenya, la Nigeria, Capo Verde, in parte l'Algeria, e la Namibia, oltre al Sudafrica, che primeggia da tempo nel continente nero.

Alcune caratteristiche economiche e sociali costituiscono un contesto idoneo allo sviluppo delle rinnovabili. Ad esempio, l'alta crescita della domanda di energia (connessa all'alto numero di giovani), il parallelo sviluppo di infrastrutture, la necessità di eliminare la dipendenza da fonti fossili inquinanti e costose, la presenza di un numero interessante di progetti. L'elettrificazione rurale, l'illuminazione stradale, sono soluzioni da sviluppare localmente. Si può oggi iniziare a dare una risposta ecologica e non invasiva con il solare, nelle sue varie forme, studiate per sposarsi con le necessità locali ma anche con le culture e con l'ambiente.

Altre aree sono oggetto di crescente attenzione nel mondo del fotovoltaico (il Sud America, gli USA, il Messico, il Giappone), ed è importante notare come l'energia solare si stia generosamente affermando nel mondo, tra le difficoltà, adattandosi e cercando una strada nei diversi contesti.

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Le prossime fiere dello stesso ciclo sono emblematicamente nei nuovi centri continentali del fotovoltaico: per le Americhe si terranno negli USA (a luglio a San Francisco) e in Brasile (fine agosto a Sao Paulo), per l'Asia in India (novembre a Mumbay) e in Cina (aprile 2015 a Pechino).

Foto e testi di Francesco Campus

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