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fotovoltaico investitori usa canadaNegli Stati Uniti e in Canada il carbone rappresenta ancora la prima fonte di approvvigionamento per la produzione di energia elettrica. Ma il parco centrali è ormai molto vecchio e nei prossimi anni molti impianti verranno chiusi e sostituiti da centrali a gas o impianti fotovoltaici.

L'età media delle centrali elettriche a carbone degli USA è di 43 anni. Troppi e, così, nei prossimi anni molti impianti dovranno essere chiusi o sottoposti a pesanti aggiornamenti tecnici. La prima opzione, però, è la più probabile perché il carbone soffre ormai la fortissima concorrenza del gas naturale e delle rinnovabili i cui costi (i costi di entrambe le fonti) sono crollate negli ultimi anni.

Se per il metano a modificare lo scenario economico è stato lo sviluppo impetuoso, a costi ambientali altissimi, dello shale gas negli USA nel caso delle rinnovabili è stata la concorrenza spietata dei cinesi a far dimezzare anno dopo anno i costi di produzione. Specialmente nel settore del solare fotovoltaico.

L'analisi, fatta da Martin Pelletier sul giornale canadese Financial Post è che, sia un USA che in Alberta, l'attuale quota riservata al carbone nel mix elettrico (in entrambi i territori ben oltre il 40%) starebbe per crollare. Di conseguenza gli investitori stanno iniziando a guardare altrove: gas e fotovoltaico. Ma la scelta di Pelletier, sia come investitore che come cittadino e consumatore, è stata quella di farsi un impianto fotovoltaico sul tetto di casa.

Si parte dai costi del solare elettrico, dati USA, che sono scesi vertiginosamente dal 2000 ad oggi mentre le installazioni, sempre in USA, sono decollate:

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Oggi i costi del fotovoltaico americano chiavi in mano sono pari a circa 2,5 dollari al Watt. In Europa siamo già sotto questa soglia grazie a una miriade di installatori che ormai si sono fatti le ossa con questa tecnologia e all'invasione dei pannelli fotovoltaici cinesi. Che in USA praticamente non entrano a causa dei pesantissimi dazi.

Di fronte a una situazione del genere, non c'è affatto da stupirsi se le lobby delle energie fossili americane si stiano dando da fare per bloccare l'avanzata delle rinnovabili mettendole in cattiva luce, facendo pressione sulla politica e finanziando l'informazione compiacente.

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L'immagine che vedete, relativa ai soli gruppi di pressione presenti e operanti in Kansas, proviene dal report "Attacks on Renewable Energy Standards and Net Metering Policies By Fossil Fuel Interests & Front Groups 2013-2014" elaborato dall'Energy&Policy Institute. Un report ricco di informazioni su come le lobby delle fossili si stiano muovendo in questi anni, decisamente da leggere.

Peppe Croce

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