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bolletta energiaLo spalma incentivi è passato. C'è chi dice che sarà un aiuto per le rinnovabili, addirittura una proposta migliorativa secondo De Vincenti. Ma quasi tutte le voci che si sono levate riguardo alle nuove norme del Dl Competitività sono di tutt'altro avviso.

Oggi alle 14 è ripresa in Senato la discussione sul temuto articolo 26. Anche se le speranze di molti andavano verso la cancellazione dell'articolo, così non è stato. Si sono rivelate sbagliate anche le indiscrezioni che avevano lasciato intendere, questa mattina, che la misura fosse stata bocciata. Invece la versione Mucchetti, definita peggiore di quanto inizialmente previsto, è salva, seppur con qualche lieve limatura. E ora vola dritta dritta verso la fiducia.

Sfumato il desiderio di quanti, in questi giorni, si erano espressi per la cancellazione dell'articolo, come hanno suggerito alcuni degli emendamenti presentati al Senato. Tutte le associazioni del comparto si erano battute per lo stralcio, da Free ad assoRinnovabili, passando per Msa e Ater. Anche le associazioni ambientaliste avevano alzato la voce contro la misura ammazza-rinnovabili. Persino Confindustria, caso storico, aveva detto no. È stato tutto inutile.

"Come cittadini ci auguriamo che il Governo abbia ragione quando dichiara che non avremo ripercussioni internazionali sulla nostra credibilità, né tanto meno interne a livello di perdita di posti di lavoro nella filiera. Quello che è certo è che il 10% di sconto in bolletta si poteva ricavare dall'"interrompibilità" e dal notevole abbassamento del prezzo dell'elettricità all'ingrosso, causato proprio da quelle Rinnovabili che ora andate a colpire", tuona il Senatore M5S Gianni Girotto.

E se oggi si va a caccia di certezza, una c'è. La furia degli investitori. Una personificazione dei fondi di investimento, con a capo operatori industriali italiani ed esteri, ha addirittura acquistato un'intera pagina del Corriere della Sera di ieri per scrivere una lettera indirizzata al Premier Renzi, esprimendo la propria delusione nei confronti dello spalma-incentivi:

Si legge nella pagina: “In questo paese, solo nel settore del solare, negli ultimi 4 anni abbiamo investito 4 miliardi di euro, anche perché rassicurati dai precedenti Governi sulla stabilità necessaria per investire a lungo termine. In un momento in cui la sicurezza delle fonti di energia è in pericolo (Con i venti di guerra in Ucraina, Siria, Iraq, Palestina e i disastri di Fukushima e Deep Horizon), il fotovoltaico è una delle poche soluzioni che abbiamo in Italia per ridurre il rischio energetico. Siamo davvero delusi del Decreto #spalmaincentivi, che taglia retroattivamente la remunerazione degli investimenti fatti fino ad oggi nel settore, perché è un provvedimento inutile e dannoso, portato avanti a testa bassa senza ascoltare le molte voci contrarie. Un provvedimento che non potrà garantire i risparmi in bolletta promessi dal Suo Governo, ma che produrrò un danno forse irreparabile alla reputazione del Paese”.

L'ennesima vittoria della lobby delle fossili. “Lo scontro che c'è in Italia sullo spalma-incentivi è chiaro. La lobby fossile ha timore delle rinnovabili. I fondi di investimento internazionali investono e sono arrabbiati col nostro governo. Ma sono i decisori politici che non facilitano la transizione, il mercato ha già fatto le sue scelte,” ha detto Mauro Albrizio, responsabile delle politiche europee di Legambiente.

Il Coordinamento Free è convinto che l'emendamento definitivo non sani il vulnus gravissimo della retroattività di un provvedimento che non ci fa apparire come Paese serio e affidabile:

"L'articolo 26 fa persino confusione tra la categoria degli operatori del fotovoltaico e quella delle altre Fer. Sull'opzione 3 per prolungare il meccanismo degli incentivi e sulla nuova opzione della cartolarizzazione degli incentivi nella misura dell'80% presso un operatore finanziario - operazione questa in misura diversa proposta da Free nel passato - ci si affida ad una serie di provvedimenti che emanerà l'Autorità dopo l'approvazione di questo decreto. Siamo in presenza di un meccanismo troppo farraginoso. Non un bel risultato per un Governo che si vanta di semplificare e velocizzare".

Anche per Gianni Silvestrini, presidente del Comitato scientifico di KEY ENERGY, “le proposte del governo sullo spalma-incentivi rappresentano un intervento retroattivo, incostituzionale, che lede la credibilità del Paese presso gli investitori internazionali. Ancora più preoccupanti sono le misure che tenderebbero a penalizzare l’elettricità solare auto-consumata, che rischiano di allontanare il raggiungimento degli obiettivi europei al 2030. Il nostro Paese deve invece rilanciare una seria politica sull’efficienza e le rinnovabili in grado di ridurre le bollette e la dipendenza energetica dall’estero”.

Ecco il colpo di grazia all'unico settore che, forse, poteva salvarci.

Per leggere il testo degli emendamenti presentati al Senato, clicca qui

Francesca Mancuso

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