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aste fotovoltaico spalma#spalmaincentivi. A pochi giorni dell'ok del Senato al nuovo testo con gli emendamenti proposti, si fanno i conti con quelle che a partire dal 2015 saranno le norme che regoleranno il settore del fotovoltaico, e più in generale quello delle rinnovabili. Oltre alle tre opzioni già descritte, del famigerato decreto 91/2014 faranno parte anche le aste. Ma di che si tratta?

L'opzione delle aste, nota anche come Mucchetti, dal nome del senatore firmatario dell'emendamento, sarebbe stata proposta anche da numerose associazioni. Ma adesso è ora di fare i conti con la formulazione espressa dal decreto.

Come già ipotizzato, il nuovo meccanismo delle aste consentirà di assegnare con risoluzioni anticipate una parte degli incentivi futuri, per un massimo dell'80%. Misura questa che riguarda sia il fotovoltaico che le rinnovabili diverse dal fotovoltaico. In quest'ultimo caso, però l'adesione è volontaria.

Come funziona l'asta? Chi offrirà tassi di attualizzazione più alti, sarà il vincitore e dovrà cedere al soggetto finanziario l'80% degli incentivi futuri in cambio della risoluzione anticipata stessa. Ciò significa che il proprietario di un impianto potrà valutare se avere il pagamento immediato dall'operatore finanziario degli incentivi con uno sconto che finirà all'asta. Ad aggiudicarsela sarà dunque chi proporrà la quota maggiore di sconto, accontentandosi di una cifra più bassa.

Così esposta, la soluzione sembra essere gestibile solo tra privati. Ma ogni anno, l'Autorità o il soggetto che eroga gli incentivi, il Gse, potranno esercitare l'opzione di acquisto su una parte degli incentivi già acquistati dal soggetto finanziario attraverso l'asta. Quest'ultimo verrà pagato con una sorta di obbligazione a compensazione dell'investimento effettuato.

Meccanismo questo che, in alcuni casi, potrebbe non essere deleterio come lo spalma incentivi che con le sue tre opzioni certamente genera una riduzione dei ricavi. La risoluzione anticipata dell'incentivo tramite il sistema delle aste potrebbe diventare per alcuni operatori un'opportunità. Ma è ancora troppo presto per calcolarne l'impatto.

"Effettuare immediate previsioni di adesione a quest'opzione è impossibile: si può però anticipare che - mentre le tre opzioni precedenti comportano certamente una riduzione dei ricavi e sono quindi un win (per il governo) - lose (per gli operatori) - la risoluzione dell'incentivo potrebbe rappresentare per almeno alcuni operatori un'opportunità, creando situazioni win - win (il risparmio sulla bolletta è garantito - seppur di difficile quantificazione immediata - così come l'opportunità di liberarsi del rischio regolatorio in cambio di una iniezione di liquidità immediata per gli operatori)", spiegava, infatti, Tommaso Barbetti, partner eLeMeNS, in un suo intervento su Quotidiano Energia.

Per leggere il testo completo del decreto clicca qui

Francesca Mancuso

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