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fotovoltaico tetti decretoSpalma incentivi. Dalla Camera arriva qualche novità positiva sul decreto che punta a ridurre le bollette energetiche del 10% ma gravando sulle rinnovabili. Ad essere stati modificati all'interno del dl Competitività n. 91/2014 sono stati gli scambi sul posto e l'autoconsumo.

Si tratta del cosiddetto emendamento Realacci (25.02), secondo cui a partire dal 1° gennaio 2015, l'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico dovrà procedere alla revisione della disciplina dello scambio sul posto sulla base delle seguenti direttive:

   a) la soglia di applicazione della disciplina dello scambio sul posto sarà elevata fino a 500 kW per gli impianti a fonti rinnovabili che entrano in esercizio a decorrere dal 1° gennaio del prossimo anno

   b) per gli impianti a fonti rinnovabili di potenza non superiore a 20 kW, compresi quelli già in esercizio al 1° gennaio, non saranno applicati i corrispettivi previsti dall'articolo 24 per l'elettricità autoconsumata e non prelevata dalla rete

Inoltre, è stato aumentato di un punto (passando dal 5 al 6%) il taglio previsto per gli impianti da 200 a 500 kW, mentre è calato dal 9 all'8% quello per gli impianti al di sopra dei 900 kW.

Un sospiro di sollievo da parte di chi temeva, non a torto, che l'autoconsumo sarebbe stato ulteriormente tassato. Ma è ancora presto per cantare vittoria.

Altra piccola buona notizia. Il nuovo testo, approvato lo scorso 1° agosto dalle Commissioni Ambiente e Attività Produttive della Camera, prevede inoltre una novità sul trattamento fiscale degli impianti fotovoltaici. Questi ultimi infatti sarebbero stati equiparati a immobili se dotati di una potenza da 3 kW a 20 kW e per questo sottoposti alle stesse tasse degli edifici. Rientravano in quest'ambito anche gli impianti che aumentavano la rendita catastale di oltre il 15%. Questo è quanto disciplinato dalla circolare n. 36 dell'Agenzia delle Entrate, emanata il 19 dicembre scorso, che riguardava il fotovoltaico a terra o sui tetti. Questione riaperta a maggio da un'interrogazione parlamentare.

Adesso invece secondo il nuovo decreto, la variazione della rendita catastale di un immobile che ospita impianti fotovoltaici è obbligatoria solo se la potenza dell'impianto è maggiore di 7 kW e il valore dell'impianto incrementa di oltre il 40 per cento la rendita catastale.

Per leggere il testo completo del decreto clicca qui

Francesca Mancuso

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