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immagineÈ illegittima la norma del decreto Competitività, approvato a inizio agosto, che spalma su più anni gli incentivi per il fotovoltaico a partire dal 2015.

L'effetto retroattivo della norma, infatti, compromette i piani di investimento delle imprese di settore che si fondano su dati certi e prevedibili. E ciò viola l'articolo 41 della Costituzione nella parte in cui tutela la libera iniziativa economica.

Tra l'altro, il decreto determina una disparità di trattamento fra operatori del settore delle energie rinnovabili, dato che va a colpire solo alcuni di essi (ovvero quelli che si occupano di fotovoltaico), determinando così un ingiusto vantaggio a favore degli altri.

Per questo assoRinnovabili sta coordinando i ricorsi delle migliaia di operatori, sia nazionali sia esteri (le adesioni sono già molto numerose), ingiustamente penalizzati da un provvedimento che modifica unilateralmente e retroattivamente i contratti sottoscritti con il GSE.

Due i filoni già attivati: il primo, a cui parteciperanno gli operatori italiani, mira ad ottenere la dichiarazione di incostituzionalità dello "spalma incentivi", come già segnalato dal Presidente Emerito della Corte Costituzionale Prof. Valerio Onida; il secondo, riservato invece agli investitori esteri, dimostrerà che è stato violato il Trattato sulla Carta dell'Energia che tutela gli investimenti nei paesi aderenti (tra cui l'Italia).

"Auspichiamo ancora che il Governo metta riparo all'errore strategico insito nel provvedimento "spalma-incentivi" – aveva dichiaratoAgostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili – Se ciò non avverrà, ricorreremo in tutte le sedi possibili e rappresenteremo tutte le parti coinvolte e danneggiate da questa norma, miope e controproducente. La recente sentenza della Corte Costituzionale Bulgara, che ha annullato una tassa retroattiva del 20% sui ricavi degli impianti fotovoltaici ed eolici, dimostra che la certezza del diritto non può essere stravolta: siamo sicuri che anche la Corte Costituzionale Italiana giungerà alle medesime conclusioni".

Proprio per questi motivi il M5S ha presentato una mozione, a prima firma Walter Rizzetto, per impegnare il governo a rimuovere gli effetti previsti dall'articolo 26 del decreto Competitività. E, dunque, a cancellare la rimodulazione delle tariffe incentivati che colpisce duramente le imprese del fotovoltaico.

Roberta Ragni

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