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fotov su tettoSpalma incentivi, incompatibilità con le norme Ue. Sarà il Ministero delle finanze a stabilirlo. Nel corso della riunione del 18 settembre, l'Autorità per l'energia ha reso noto l'avvio del procedimento per l'adozione di provvedimenti per l'attuazione della legge 116/2014.

A parlare è la delibera 447/2014/R/eel, rilasciata la scorsa settimana. Altro che semplificare. Promettendo di ridurre le bollette elettriche delle Pmi, lo Spalma incentivi al momento ha generato altro caos, mentre ancora non si placano gli animi di addetti ai lavori e associazioni, che si considerano penalizzati dal provvedimento.

Ma ora la patata bollente è passata nelle mani dell'Autorità per l'energia che dovrà approfondire le disposizioni che dovrà assumere per attuare il famigerato decreto-legge 91/2014 ed in particolare a quanto è espresso dall'articolo 24 e sull'autoconsumo tenendo conto anche di altre disposizioni dell'Autorità, ed in particolare a quelle che riguardano i SEU, regolati dalla deliberazione 578/2013/R/eel ancora in fase di sviluppo attuativo ma anche alle norme che regolano le agevolazioni per imprese energivore, disciplinate dalla deliberazione 467/2013/R/eel.

Proprio quest'ultima è attualmente soggetta alla verifica da parte delle autorità europee. L'Autorità dovrà dunque stabilire in primo luogo se le nuove norme possano convivere con le precedenti e dovrà inoltre accertare, attraverso l'ausilio del Ministro dell’Economia e delle Finanze, se quanto espresso dall'articolo 26 del decreto-legge 91/14 sia compatibile con i paletti imposti dall'Europa. In particolare, l'Aeegsi si riferisce alle al comma 13 dell’articolo 26 secondo cui “i soggetti beneficiari di incentivi pluriennali, comunque denominati, per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili possono cedere una quota di detti incentivi, fino ad un massimo dell'80 per cento, ad un acquirente selezionato tra i primari operatori finanziari europei”. Ma tale possibilità con tutto ciò che essa comporta dovrà ricevere prima il via libera da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, che dovrà accertare “la compatibilità degli effetti delle operazioni sottostanti sui saldi di finanza pubblica ai fini del rispetto degli impegni assunti in sede europea”.

Di fatto, fino a prova contraria, viene meno la possibilità per chi aveva usufruito degli incentivi per il fotovoltaico, di cederne una quota fino ad un massimo dell'80 per cento a terzi.

La situazione, già difficile, si complica ancora. Cosa accadrà dal 1° gennaio 2015?

Francesca Mancuso

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