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energie rinnovabiliSpalma incentivi. Ancora ritardi per i Decreti attuativi. Piove ancora sul fotovoltaico italiano.

Se già le nuove norme che prevedono la rimodulazione degli incentivi erano risultate indigeste agli operatori del settore e agli investitori, c'è di peggio. Manca infatti il decreto attuativo che dovrà disciplinare le percentuali di rimodulazione previste da una delle tre opzioni contenute nello spalma incentivi.

Di fatto, gli operatori che si trovano obbligati a scegliere tra le tre possibilità, ne avranno una in meno. Atteso entro il 1° ottobre 2014, del decreto non si ha alcuna notizia, con conseguenze tutt'altro che benefiche per il settore, come spiega Agostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili:

Oltre al danno, la beffa: oggi chi ha un impianto fotovoltaico di potenza superiore a 200 kW in Italia non solo si è visto decurtare l'incentivo retroattivamente, ma si trova pure nella condizione di non poter scegliere la modalità con cui gli sarà ridotta la tariffa, perché la disciplina attuativa di una delle tre opzioni non esiste ancora. Il tutto a meno di 50 giorni dal termine ultimo, fissato dal Legislatore perentoriamente al 30 novembre, per comunicare al GSE l'opzione di riduzione tra quelle previste dalla norma”.

Entro il 30 novembre 2014, infatti per gli impianti di potenza nominale superiore a 200 kW si dovrà scegliere una delle seguenti opzioni, valide da gennaio 2015: estendere da 20 a 24 anni il periodo di incentivazione rimodulando il valore unitario dell'incentivo in base alla durata del periodo residuo; continuare a beneficiare degli incentivi per un periodo di 20 anni, ma con una riduzione in un primo periodo ed un corrispondente aumento in un secondo tempo, sulla base di percentuali fissate dal Ministero dello sviluppo economico e infine continuare con incentivi erogati su base ventennale, con una riduzione in base alla percentuale fissata dal decreto, cioè passando dal 5 al 6% per gli impianti da 200 a 500 kW e dal 9 all'8% per quelli con potenza superiore ai 900 kW.

Una situazione insostenibile, secondo assoRinnovabili, che ha scritto al MiSE per sollecitare l'uscita del decreto, con una proroga del termine del 30 novembre di almeno tanti giorni quanti saranno quelli di ritardo accumulato dalla mancata adozione del provvedimento.

Ma non è tutto. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze avrebbe dovuto già esprimersi sul decreto che dovrebbe disciplinare l'accesso ai finanziamenti bancari garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti, e che permetterebbero agli operatori di mitigare gli effetti dello spalma incentivi.

Intanto, l'Autorità per l'energia ha dato l'ok allo schema di decreto contenente i criteri per la rimodulazione volontaria degli incentivi per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili diverse da quella solare, le FER. Il parere 478/2014 prevede due modifiche sui rifacimenti degli impianti con “ suggerimenti finalizzati a rendere più appetibile tale rimodulazione e ad evitare possibili difficoltà interpretative”.

Per leggere il testo completo clicca qui.

Francesca Mancuso

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