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immagineFitch Ratings ha annunciato il taglio del rating da "BB" a "B" della nota classe A2 di Andromeda Finance Srl, società del gruppo Usa SunPower (controllato da Total). Si tratta della società alle spalle di 2 impianti fotovoltaici a Montalto di Castro (Viterbo) per un totale di 51,2 MW. Sono gli effetti delle ultime mosse politiche. Ecco gli effetti dello spalma incentivi, mentre le associazioni preparano i ricorsi.

La nota sottolinea che il downgrade riflette una performance finanziaria più debole delle attese, generata dai mutamenti retroattivi degli incentivi in conto energia.

"Se fossi proprietario di grandi impianti, sarei qui a fare i conti e a tentare di ridiscutere con le banche i termini dei finanziamenti ricevuti. Poi se avessi ancora voglia di investire nel settore andrei all'estero", spiega Giovanni Simoni, AD Gruppo Kenergia.

SPALMA INCENTIVI, RICORSI IN ARRIVO – “Se la norma spalma incentivi rischia di mettere in ginocchio la tua attività, se consideri il provvedimento ingiusto, miope e controproducente, allora è tempo di agire”, si legge sul sito Web di AssoRinnovabili, che ha già scritto al MiSE.

I RITARDI – Contro il provvedimento inserito del decreto competitività si sono scagliati in molti. Non solo contro i contenuti che includono un taglio retroattivo degli incentivi per gli impianti che superano i 200MW, non solo per la possibilità data al Gse di cambiare unilateralmente le modalità contrattuali, ma anche contro il ritardo nel varare il decreto attuativo che era atteso per inizio mese.

Ricapitoliamo brevemente. Gli operatori possono scegliere tra 3 ipotesi come verrà applicato il danno. Ma una delle ipotesi previste si appoggia su un decreto ancora non pervenuto, con gli operatori che devono scegliere però entro il 30 novembre.

Oltre al danno, la beffa: oggi chi ha un impianto fotovoltaico di potenza superiore a 200 kW in Italia non solo si è visto decurtare l'incentivo retroattivamente, ma si trova pure nella condizione di non poter scegliere la modalità con cui gli sarà ridotta la tariffa, perché la disciplina attuativa di una delle tre opzioni non esiste ancora. Il tutto a meno di 50 giorni dal termine ultimo, fissato dal Legislatore perentoriamente al 30 novembre, per comunicare al GSE l'opzione di riduzione tra quelle previste dalla norma”, ha commentato Agostino Re Rebaudengo, presidente di assoRinnovabili.

I TAGLI – Ecco le 3 opzioni, come già da tempo abbiamo ricordato. Da gennaio 2015 gli investitori possono valutare se:

- estendere da 20 a 24 anni il periodo di incentivazione rimodulando il valore unitario dell'incentivo in base alla durata del periodo residuo;

- continuare a beneficiare degli incentivi per 20 anni, ma con una riduzione in un primo periodo ed un corrispondente aumento in un secondo tempo, in relazione a percentuali fissate dal MiSE

- continuare con incentivi erogati su base ventennale, con una riduzione in base alla percentuale fissata dal decreto (da 6 a 5% per impianti da 200 a 500 kW e da 9 a 8% per oltre i 900 kW).

Anna Tita Gallo

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