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decreti attuativi spalmaSpalma incentivi, i decreti attuativi, in ritardo, sono stati finalmente firmati. Il Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha firmato i primi tre provvedimenti di attuazione dello spalma incentivi, che avranno l'obiettivo di disciplinare le percentuali di rimodulazione previste da una delle tre opzioni contenute nelle nuove norme.

Pensato per ridurre le bollette elettriche delle PMI del 10%, lo spalma incentivi varato la scorsa estate con il decreto legge Competitività era in un certo senso ancora incompleto. Attesi entro il 1° ottobre 2014, i decreti attuativi sono arrivati qualche giorno fa, accompagnati dalle lamentele degli addetti ai lavori, come Agostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili:

Oltre al danno, la beffa: oggi chi ha un impianto fotovoltaico di potenza superiore a 200 kW in Italia non solo si è visto decurtare l'incentivo retroattivamente, ma si trova pure nella condizione di non poter scegliere la modalità con cui gli sarà ridotta la tariffa, perché la disciplina attuativa di una delle tre opzioni non esiste ancora. Il tutto a meno di 50 giorni dal termine ultimo, fissato dal Legislatore perentoriamente al 30 novembre, per comunicare al GSE l'opzione di riduzione tra quelle previste dalla norma”. Ma ecco cosa prevedono i nuovi decreti.

Per quanto riguarda la rimodulazione degli incentivi per gli impianti superiori a 200 kW, il decreto attuativo recita: “A decorrere dal 1° gennaio 2015, gli incentivi spettanti agli impianti fotovoltaici di potenza incentivata superiore a 200 kW che aderiscono all’opzione di cui all’articolo 26, comma 3, lettera b) del DL n. 91 del 2014 sono calcolati riducendo e poi incrementando gli incentivi vigenti, comprensivi di eventuali premi, secondo la procedura indicata in allegato 1, che costituisce parte integrante del presente decreto”, in questo modo:

spalma attuativo

Va ricordato che il termine entro il quale scegliere una delle tre opzioni di rimodulazione è il 30 novembre 2014, salvo nuove comunicazioni.

Per quanto riguarda invece la rimodulazione volontaria degli incentivi all’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico, il provvedimento consente ai produttori interessati a operazioni di rifacimento o ripotenziamento del sito di ottenere un prolungamento di sette anni del periodo di diritto agli incentivi, con una riduzione dell'erogazione annua.

Infine, il Mise ha firmato il decreto attuativo che disciplina le modalità di erogazione degli incentivi al fotovoltaico da parte del Gse stabilendo che il valore della rata di acconto sarà calcolato sulla base delle ore di produzione del singolo impianto relative all’anno precedente (Produzione storica), qualora disponibili, oppure sulla base di una stima delle ore di produzione regionali (Stima regionale). Secondo il decreto, ai produttori verrà riconosciuto ogni anno un acconto del 90%, calcolato sulla base della produzione effettiva dell'anno precedente, con saldo comunque entro il 30 giugno dell'anno successivo.

"Con la pubblicazione di misure retroattive letali per i proprietari di asset e per tutti gli operatori del settore fotovoltaico, l'Italia ha raggiunto Spagna, Grecia, Bulgaria, Romania, Slovacchia e Repubblica Ceca nella classifica delle "Repubbliche delle Banane". Predisposto come un disegno legislativo per aumentare competitività, il governo Italiano sta infliggendo di fatto un colpo fatale a coloro che hanno investito capitali propri per la realizzazione di impianti di capacità superiori ai 200kW, indebolendo così la fiducia nei confronti dell'Italia, quale destinazione affidabile per investimenti finanziari ed industriali" ha detto Georg Hotar, CEO di Photon Energy.

Francesca Mancuso

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