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aste fotovoltaico spalmaFine dei giochi. Chi doveva scegliere una delle tre opzioni dello spalma incentivi è stato costretto a farlo. Il termine ultimo era infatti il 30 novembre alle ore 23. Si chiude un capitolo, ma non si placano di certo le polemiche che circondano la contestata misura recentemente introdotta, e accusata da più parti di danneggiare uno dei settori più saldi della green economy, il fotovoltaico.

"Si rammenta che dalle ore 23.00 del prossimo 30 novembre non sarà più possibile accedere all'applicazione web FTV/SR presente nel portale informatico del GSE, per l’esercizio dell’opzione di cui all’art. 26 del D.L. 91/2014, così come convertito dalla Legge 11 agosto 2014, n.116. Laddove l’opzione non venisse esercitata secondo le modalità ed entro i termini previsti dalla Legge, il GSE applicherà la rimodulazione di cui alla lettera c), in conformità a quanto disposto dall’art. 26, comma 3," aveva ricordato il Gse in una nota.

I titolari di impianti fotovoltaici di potenza superiore a 200 kW hanno dovuto comunicare al Gse l'opzione scelta tra le tre messe a dispizione. L'opzione, qualunque essa sia, sarà in vigore dal 1° gennaio 2015. Ecco quali erano le tre scelte:

- estendere da 20 a 24 anni il periodo di incentivazione, rimodulando il valore unitario dell'incentivo in base alla durata del periodo residuo;

- continuare a beneficiare degli incentivi per un periodo di 20 anni, ma con una riduzione in un primo periodo ed un corrispondente aumento in un secondo tempo, sulla base di percentuali fissate dal MiSE;

- continuare con incentivi erogati su base ventennale, con una riduzione in base alla percentuale fissata dal decreto, cioè passando dal 5 al 6% per gli impianti da 200 a 500 kW e dal 9 all'8% per quelli con potenza superiore ai 900 kW.

Chi sperava ancora in un rinvio per dare modo ai proprietari degli impianti di capire bene quale opzione scegliere è rimasto deluso. E questa delusione è tutt'altro che celata, come confermano le proteste sollevate contro il premier Renzi, in visita qualche giorno fa allo stabilimento 3Sun di Catania. Il Presidente del Consiglio ha espresso parole di elogio nei confronti del fotovoltaico italiano, anche se di fatto, il suo esecutivo lo ha penalizzato sia con lo spalma incentivi che con la legge di stabilità, che guarda ancora alle fonti fossili.

Ecco il tweet di Renzi che ha sollevato la polemica.

Non si faranno attende i ricorsi contro lo spalma incentivi, come più volte annunciato dalle associazioni del solare, che coinvolgeranno anche industriali e agricoltori. Sono oltre 1000 le aziende che presenteranno ricorso al Tar del Lazio, per arrivare alla Corte Costituzionale basandosi sull'incostituzionalità della norma, sostenuta dal Presidente Emerito della Corte Costituzionale Prof. Valerio Onida. dal Presidente Emerito della Corte Costituzionale Prof. Valerio Onida. Le conseguenze però non riguarderanno solo gli investitori del nostro paese ma anche chi aveva scommesso (o lo avrebbe fatto) sul fotovoltaico italiano. La rimodulazione delle tariffe con effetto rettroattivo di certo non incoraggerà gli investitori stranieri a portare il loro denaro in Italia.

Francesca Mancuso

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