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Incentivi fotovoltaicom5s

Un nuovo attacco al fotovoltaico, ai sistemi incentivanti del passato e a chi si era fidato dello Stato, scegliendo di diventare un piccolo produttore di energia pulita col Conto energia. Peccato però che si stiano cambiando le carte in tavola e i piccoli impianti potrebbero essere danneggiati dal Governo.

Quest'ultimo infatti ha fatto slittare ancora una volta il pagamento degli incentivi per il fotovoltaico previsti per legge, mettendo in difficoltà chi aveva investito nella produzione di energia pulita. A denunciarlo sono stati i senatori del Movimento 5 Stelle Gianni Girotto e Gianluca Castaldi che hanno presentato un'interrogazione urgente, chiedendo all'esecutivo di riallineare immediatamente le norme all'erogazione delle tariffe incentivanti.

Secondo quanto prevede la legge, infatti, dal 2015 gli incentivi per il fotovoltaico dovrebbero essere pagati mensilmente in misura pari al 90% della producibilità media annua. Il conguaglio del rimanente 10% invece arriva in un secondo momento, entro il 30 giugno dell'anno successivo.

Cosa accade oggi? Il Decreto ministeriale e le regole applicative del Gse sono cambiate e i pagamenti in acconto saranno effettuati con un meccanismo dilatorio, secondo il quale:

“Qualora sia stata superata una soglia di importo a 100 euro con cadenza quadrimestrale per gli impianti fino a 3 kW, trimestrale per quelli da 3kW a 6kW e bimestrale per gli impianti che vanno da 6kW a 20kW”.

Mensilmente rimangono solo quelli superiori a 20kW, che sono la parte meno consistente.

Il decreto ministeriale 16 ottobre 2014 (adottato dal Ministro dello sviluppo economico) e le "istruzioni operative per gli interventi sulle tariffe incentivanti relative agli impianti fotovoltaici" ai sensi dell'art. 26 del citato decreto-legge, hanno stravolto la tempistica di pagamento prevista dalla leggesi legge nell'interrogazione.

I due senatori fanno notare che lo slittamento dei pagamenti danneggia soprattutto i piccoli impianti che sono anche la maggior parte (176.557 sono solo gli impianti entrati in esercizio da 3 chilowatt):

“La modifica dell'erogazione dell'incentivo da rate bimestrali con una soglia di 250 euro per il pagamento a rate quadrimestrale e trimestrale determina un rischio economico per il soggetto responsabile dell'impianto fotovoltaico, che lo ha realizzato con prestito da restituire tramite cessione del credito riconosciuto dal GSE SpA”.

Un abile trucco del governo Renzi che però abbiamo smascherato. In questo modo si impedisce ai proprietari dei piccoli impianti di rientrare nell'investimento entro i tempi previsti. Si tratta di una scorrettezza a cui il Governo deve porre rimedio immediatamente oltre a simulare un effetto di riduzione della bolletta che non ci saràdenuncia il M5S.

Francesca Mancuso

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