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Spalma incentivi, c'è ancora una speranza per gli operatori del fotovoltaico. Il Tar del Lazio infatti ha accolto i dubbi di legittimità costituzionale sollevati dai ricorsi contro il provvedimento retroattivo che avrebbe penalizzato chi ha ottenuto gli incentivi. Sarà ora la Corte Costituzionale ad esprimersi.

Dal 1° gennaio di quest'anno lo spalma incentivi ha messo in confusione il settore. A novembre 2014, i proprietari degli impianti con potenza al di sopra dei 200 KW che beneficiavano di incentivi sono stati costretti a scegliere una delle tre opzioni previste dal provvedimento:

  • la rimodulazione della quota su 24 anni invece che su 20,
  • la rimodulazione su due periodi
  • la decurtazione.

Tre possibilità tutt'altro che invitanti. Non sono, quindi, mancati i ricorsi e i relativi rinvii all'indomani dell'approvazione del provvedimento. Ma adesso sembra essersi concretizzato quanto sostenuto da assoRinnovabili e Confagricoltura che ne parlavano come di una “misura retroattiva ritenuta ingiusta e dannosa per le imprese”.

"Siamo fiduciosi che la Corte confermerà l’orientamento del TAR e dichiarerà l’illegittimità costituzionale dello spalma incentivi fotovoltaico. Auspichiamo che il Governo possa subito tornare sui suoi passi e cancellare la norma con l’ormai prossimo Green Act, ripristinando così anche l’immagine e l’attrattività dell’Italia verso gli investitori” hanno detto Agostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili, e MarioGuidi, Presidente di Confagricoltura.

“La cancellazione della norma risolverebbe anche la procedura arbitrale internazionale che si è aperta con gli investitori esteri” concludono le due associazioni.

Adesso spetterà alla Corte Costituzionale pronunciarsi sulla legittimità costituzionale dello spalma incentivi sollevata dai ricorsi.

Francesca Mancuso

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