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Italia nella lente d'ingrandimento dell'ICSID, il Centro Internazionale di Risoluzione delle Dispute, legato alla Banca Mondiale. Al centro della querelle il famigerato spalma incentivi, il provvedimento che dal 1° gennaio di quest'anno ha rimodulato gli aiuti di stato, distribuendoli su un periodo più ampio.

Dopo la decisione di questi giorni del Tar del Lazio di rimandare la valutazione di legittimità alla Consulta, il nostro paese dovrà vedersela per la prima volta nella sua storia con una denuncia causata dall'arbitrato internazionale tra investitori e Stati per il possibile inserimento del provvedimento nel TTIP, il Trattato Transatlantico tra Europa e Stati Uniti.

Non si tratta di voci ma è quanto ha evidenziato Stop-ttip-Italia sulla base di quanto riportato da ICSID. Il Centro Internazionale di Risoluzione delle Dispute ha chiarito che tre investitori di energie rinnovabili abbiano denunciato l'Italia per la revisione del sistema incentivante sul fotovoltaico.

Una possibilità, quella dell'arbitrato privato, concessa dalla Energy Charter Treaty, il trattato di liberalizzazione dell’energia che prevede l’istituzione di un organismo di risoluzione delle controversie tra investitori privati e Stati.

Per l'8 maggio scorso, rivela Stop-Titip-Italia - era attesa la memoria difensiva dell'Avvocatura dello Stato, ma il silenzio del Governo imposto sull’ISDS non permetterebbe di capire come stia procedendo la causa. A ciò va ricollegata anche l'improvvida uscita dell'Italia dall’Energy Charter Treaty.

“Il silenzio del Governo italiano è sconcertante. Il Viceministro Calenda ha sempre ridimensionato le criticità dell’arbitrato come invenzioni, ma in questo caso la realtà supera le sue supposizioni e per questo crediamo che debba chiarire la situazione davanti a Parlamento e cittadini italiani” ha detto dichiara Elena Mazzoni, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia.

A meno di una settimana dalla riunione straordinaria sul TTIP della Commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo” ha aggiunto Monica Di Sisto, portavoce della Campagna italiana Stop TTIP “è più che mai necessario che gli europarlamentari prendano una posizione chiara e non più ambigua: che si mantengano gli emendamenti che escludono totalmente qualsiasi arbitrato internazionale dal TTIP, ISDS privato o pubblico, e li votino di conseguenza alla plenaria del Parlamento europeo. Solo così sarà possibile dare una risposta chiara alle tante preoccupazioni motivate di cittadini, esperti e realtà della società civile”.

I guai sono appena cominciati...

Francesca Mancuso

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