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Archimede_SolarUn investimento da 50 milioni di euro e posti di lavoro per 200 persone: sono i numeri del progetto Archimede Solar Energy, che ha dato vita ad un nuovo stabilimento appena inaugurato a Massa Martana (Perugia), frutto di una joint venture (Ase) tra Angelantoni e industrie Siemens. Il progetto prevede l'utilizzo del sale fuso come fluido termovettore nella costruzione dei ricevitori solari, tecnologia all'avanguardia messa a punto dai laboratori Enea grazie ai brevetti Ase.

La sfida è rendere il solare termodinamico a concentrazione (Csp), che si basa sulla produzione di energia elettrica generata da vapore senza uso di combustibili fossili, una tecnologia utilizzata su larga scala, nonostante sia appena agli inizi. Il nuovo tubo ricevitore messo a punto da Angelantoni, infatti, è di gran lunga superiore a quelli finora esistenti ed è in grado di assicurare la continuità di produzione di vapore ed elettricità anche nelle ore notturne.

"La produzione - ha dichiarato Gianluigi Angelantoni, Ceo di Angelantoni Industrie - comincerà con una capacità annua di 75.000 ricevitori, e potrà essere aumentata a 140.000 (circa 300Mw), offrendo lavoro a 200 persone, figure professionali di alta specializzazione". Come spiega anche Federico Golla, Ceo di Siemens Italia, "i tubi ricevitori a sali fusi di Archimede Solar Energy rappresentano un decisivo passo avanti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Gli impianti termodinamici a concentrazione sono alla base di importanti opportunità per il futuro nei paesi della Fascia Solare".

Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte la presidente di confindustria Emma Marcegaglia, la presidente della regione Catiuscia Marini, il sindaco Maria Pia Bruscolotti e Federica Angelantoni, amministratore delegato e figlia del titolare delle imprese del Gruppo. La Marini ha sottolineato come, specialmente in un periodo di crisi come quello che sta attraversando il nostro Paese, sia importante l'apertura di uno stabilimento di questo tipo "innanzitutto perché si tratta di un'impresa manifatturiera che realizza un investimento innovativo per ciò che riguarda la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, come il sole. È questo un esempio concreto di green economy che, spesso, viene confusa con la realizzazione di semplici impianti per la produzione di energia''.

La presidente della Regione ha poi sottolineato il ruolo importante del suo governo in questo progetto, con un importo di 12 milioni di euro che sono serviti per la bonifica ambientale del sito in cui sorge ora lo stabilimento: ''Vogliamo concorrere come Umbria - ha concluso - nel raggiungimento dell'obiettivo stabilito dall'Unione europea, il cosiddetto 20-20-20".

Eleonora Cresci

 

 

 

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