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fv cinaDazi sui pannelli cinesi. Se saranno superiori al 15% distruggeranno l'85% della domanda dell'Unione Europea per i prodotti fotovoltaici. È quanto sostiene l'Afase, sostenendo che lo sviluppo attuale del mercato non lascia spazio ad aumenti dei prezzi e che le recenti notizie, secondo cui la Commissione Europea avrebbe intenzione di proporre dazi antidumping provvisori del 50% (in media) sulle importazioni di pannelli solari cinesi, sono estremamente preoccupanti.

Le tariffe compensative, indipendentemente dal loro livello, secondo l'Alliance for Affordable Solar Energy, potrebbero provocare danni irreversibili all'intera catena di valore del fotovoltaico europea. "Il settore del solare è molto sensibile all'andamento dei prezzi. Le aziende operanti nel solare hanno già dovuto affrontare, in passato, una continua diminuzione degli incentivi. Se i prezzi sono aumentati artificialmente a causa dell'introduzione di tariffe punitive, il mercato solare europeo arriverebbe ad una fase di stallo, con effetti disastrosi per i posti di lavoro 'verdi' ", ha detto Wouter Vermeersch, Amministratore Delegato della società belga Cleantec Trade.

"La Commissione Europea dovrebbe capire che il valore aggiunto risiede a monte e a valle della produzione di pannelli solari. Imporre dazi provvisori sulle importazioni di pannelli solari dalla Cina andrebbe contro l'Interesse dell'Unione europea e sarebbe in contraddizione con l'ambizione dell'Europa di creare una economia 'verdÈ con un alto valore aggiunto", spiegano le oltre 450 aziende che supportano AFASE, che vedono favorevolmente una soluzione che eviti l'aumento dei prezzi, tenendo conto degli interessi dell'industria solare a monte e a valle.

È forse quella di una soluzione negoziata la strada da seguire? Le voci su un eventuale accordo tra UE e Cina continuano a inseguirsi (ne avevamo parlato qualche giorno fa con alcuni operatori del settore). AFASE, intanto, chiede alle autorità europee di prendere in considerazione gli interessi di una catena del valore del FV dell'UE che "rischia di perdere un gran numero di posti di lavoro e di valore aggiunto". Intanto, la data del 06 Giugno, scadenza per la decisione su un'eventuale entrata in vigore di dazi provvisori, si avvicina inesorabilmente.

Roberta Ragni

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