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solare cineseIl Commissario Europeo per il Commercio Karel De Gucht potrebbe porre fine a quella che è riconosciuta come la più grande guerra commerciale nella storia dell'Unione Europea: dopo le voci su un possibile accordo, secondo alcune indiscrezioni della stampa internazionale De Gucht chiederà agli altri commissari europei l'introduzione di dazi compensativi sulle importazioni di celle solari e moduli fotovoltaici dalla Cina.


La proposta di introdurre i dazi, che potrebbero essere superiori al 30% (c'è chi parla di percentuali che si aggirano attorno al 46%, o superiori al 50%) potrebbe essere discussa proprio domani, 08 Maggio, giorno in cui i portavoce delle principali associazioni del solare in Europa, Stati Uniti e Cina (Epia, Seia, EU ProSun e Afase), insieme al responsabile del settore fotovoltaico della Camera di commercio cinese, interverranno al Global Solar Summit.

Dopo nove mesi di indagini, il Commissario potrebbe quindi confermare l'intenzione dell'UE di proseguire con l'azione anti-dumping, nonostante l'opposizione di alcuni operatori del settore, delle loro associazioni e di qualche stato membro che teme forti ritorsioni in altri settori da parte di Pechino.

Dietro la probabile decisione di introdurre i dazi, ci sarebbe soprattutto la spinta della Germania, maggiore esportatore europeo verso la Cina. "La Germania ha usato tutto il suo peso in questa vicenda. Il Paese di solito non intraprende misure di difesa commerciale, ma a essere sotto attacco è un settore importante", spiega a Reuters una fonte anonima vicina al Commissario, anche se il cancelliere Angela Merkel, nei suoi numerosi viaggi a Pechino intrapresi l'anno scorso, ha usato sempre un tono conciliante sulla guerra commerciale sui pannelli solari. Indiscrezioni a parte, e in attesa che arrivi domani, il dato di fatto, per ora, è che c'è tempo fino al prossimo 5 giugno per imporre o meno le tariffe.

Roberta Ragni

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