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ue-chinaSì ai dazi fotovoltaico cinese. Proprio mentre la comunità mondiale del solare si riuniva a Milano per il primo giorno del SolarExpo, in programma fino al 10 maggio, la Commissione Europea ha confermato le ultime indiscrezioni, proponendo ai 27 Stati membri di imporre dazi alle importazioni di pannelli solari dalla Cina "in modo da riequilibrare il mercato".

Il provvedimento, atteso da lungo tempo da parte degli operatori e temuto da altri, prevede, sulla scia dell'esperienza americana, dazi tra il 35 e il 67%, in base alla collaborazione offerta dalle cinesi durante i lunghi mesi di indagine. Si arriverebbe, quindi, secondo quanto riferito da fonti europee, a tariffe dal valore medio del 47%. L'Ue da così ragione agli imprenditori europei che accusavano le aziende cinesi di aver portato avanti pratiche commerciali scorrette, favorite anche dalle sovvenzioni del Governo di Pechino. La misura, non ancora ufficializzata, entrerà in vigore in via provvisoria il 5 giugno, quando cioè scadranno i termini dell'indagine.

Cosa accade ora? Nei prossimi giorni si procederà con la consultazione tra i 27 Paesi membri, che entro dicembre dovranno prendere una decisione definitiva. Immediate le reazioni, arrivate direttamente dalla sessione di apertura del Global Solar Summit, moderata da Jenny Chase di Bloomberg New Energy Finance, in cui a tenere banco è stato ovviamente il dibattito sulle controversie commerciali tra Europa e Cina. In scena sul "ring" le posizioni contrapposte di EU ProSun e Afase sui dazi sui pannelli cinesi. ''La Cina sta bruciando milioni di euro in Europa e sta distruggendo il settore industriale del solare migliore del mondo, a causa del dumping dei prezzi", ha dichiarato Milan Nitzsche, Presidente di EU ProSun.

Paulette Vander Schueren, portavoce di Afase, ha subito ribattuto: ''rischieremmo un calo dell'85% di ordinativi", precisando come l'abbassamento dei prezzi sia parte del destino del solare, una tecnologia che cambia e muta rapidamente. Dello stesso parere, ovviamente, anche Guangbin Sun, Segretario Generale del comparto solare per la Camera di Commercio cinese: ''se le esportazioni dalla Cina fossero interrotte, le conseguenze ricadrebbero sui costi dei prodotti europei. Noi tuttavia siamo disponibili alla collaborazione e al dialogo per far combaciare la nostra produzione con le richieste del mercato''. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, da Pechino ha augurato "cautela nel ricorrere a misure protezionistiche" e che "entrambe le parti riescano a mantenere un atteggiamento di costruttiva cooperazione, e che ricorrano a dialogo e consultazioni per superare in modo appropriato le divergenze".

Roberta Ragni

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