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pompacalore È stato raggiunto l’accordo sul nuovo conto termico nel corso della Conferenza Unificata. Il testo definitivo tiene conto delle indicazioni inoltrate ai ministeri da parte di Regioni ed enti locali, che in particolare puntavano a snellire le procedure relative agli investimenti in efficientamento energetico da parte delle pubbliche amministrazioni.

Era stato proprio il problema della burocrazia e della troppa macchinosità a decretare il non successo del conto termico, quello del decreto del 28 dicembre 2012. Poi lo Sblocca Italia aveva tentato una semplificazione. Ma ora il conto termico dovrebbe presentarsi in versione ancora più semplice, almeno secondo gli obiettivi che le istituzioni si sono prefissati.

Sparisce l’obbligo di escrizione ai registri per gli impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore, elettriche o a gas, e caldaie a biomassa con potenza termica >500 kW, inoltre le risorse verranno erogate più rapidamente e in una rata unica se si tratta di incentivi di somma minore a 5 mila euro.

E poi si semplificano le modalità di compilazione della domanda di accesso agli incentivi, che avviene sul portale Portaltermico (Gse).

Resta il ritardo abissale con cui il conto termico fa capolino, visto che è atteso dalla sua inclusione nello Sblocca Italia e entro il 31 dicembre 2014.

Aspettiamo quindi la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

“Il nuovo ‘conto termico 2.0’ introduce numerose semplificazioni rispetto alla precedente versione ed è finalizzato a facilitare l’accesso agli incentivi previsti per i cittadini, per le imprese e per la stessa PA. Tra le novità la previsione di un catalogo di prodotti prequalificati per l’efficienza energetica che ridurrà quindi i tempi di valutazione da parte del GSE e la possibilità che l’incentivo previsto possa essere erogato anche in un un’unica soluzione. Abbiamo inoltre innalzato il livello degli incentivi: infatti, per le ristrutturazioni che portino gli edifici della PA ad ‘energia quasi zero’ l’incentivo può raggiungere il 65%. Grazie all’adozione di questo decreto attuativo abbiamo sbloccato una quantità ingente di risorse per l’innovazione e superato numerose criticità: meno burocrazia, meno passaggi intermedi, più incentivi per investimenti che migliorano la nostra qualità della vita, spiega il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari.

Anche il nuovo conto termico mette a disposizione 900 mld di euro all’anno, così ripartiti: 700 per privati e aziende, 200 per PA, le cooperative e le società di patrimonio pubblico. Gli impianti da rinnovabili incentivabili possono essere fino a 2 MW.

Le PA possono richiedere incentivi per:

a) isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato; b) sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato; c) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale utilizzanti generatori di calore a condensazione; d) installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti con esposizione da Est-sud-est a Ovest, fissi o mobili, non trasportabili; e) trasformazione degli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero”; f) sostituzione di sistemi per l’illuminazione d’interni e delle pertinenze esterne degli edifici esistenti con sistemi efficienti di illuminazione; g) installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico (building automation) degli impianti termici ed elettrici degli edifici, ivi compresa l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore.

Anche i privati possono poi ottenere incentivi, quelli destinati ad interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza in edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, dotati di impianto di climatizzazione:

a) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale, anche combinati per la produzione di acqua calda sanitaria, dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica, unitamente all’installazione di sistemi per la contabilizzazione del calore nel caso di impianti con potenza termica utile superiore a 200 kW; b) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa, unitamente all’installazione di sistemi per la contabilizzazione del calore nel caso di impianti con potenza termica utile superiore a 200 kW; c) installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o ad integrazione dell’impianto di climatizzazione invernale, anche abbinati a sistemi di solar cooling, per la produzione di energia termica per processi produttivi o immissione in reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento. d) sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore; e) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi a pompa di calore.

Anna Tita Gallo

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