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Conto termico 2016

Il conto termico 2016 è legge: il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha firmato l’ok al nuovo sistema di incentivi dedicato alle rinnovabili termiche. Il provvedimento disciplina infatti gli aiuti dedicati ai piccoli interventi sull’efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Ma quali sono le modalità? Vediamo cosa cambia.

Il nuovo conto termico sancisce innanzitutto l’eliminazione dell’iscrizione ai registri per pompe di calore elettriche o a gas e caldaie a biomassa di potenza termica superiore a 500 kW, che d’ora in poi potranno quindi accedere direttamente all’incentivo, e predispone un catalogo di prodotti di mercato per l’accesso al meccanismo, che ora dovrebbe implicare un sistema semi-automatico di riconoscimento. Introdotta inoltre una nuova modalità di pagamento dedicata alla Pubblica Amministrazione.

Promette inoltre l’aggiornamento del contratto tipo predisposto dall’Autorità per l’Energia elettrica, il gas e il sistema idrico, con termini di pagamento ridotti a 60 giorni da fine lavori rispetto ai 180 vigenti, l’introduzione di nuovi interventi agevolabili e l’innalzamento delle soglie di accesso per pompe di calore elettriche, a gas, caldaie a biomassa e impianti solari termici.

Come nel conto termico precedente, saranno incentivabili interventi volti all’incremento dell’efficienza energetica come la coibentazione di pareti e coperture, la sostituzione di serramenti e l’installazione di schermature solari. Sarà possibile inoltre usufruire degli incentivi per sostituire gli impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza.

Dal punto di vista economico il Ministero ha previsto 900 milioni di euro all’anno di cui 700 per privati e imprese e 200 per la Pubblica Amministrazione. Per gli importi fino a 5 mila euro l’incentivo sarà corrisposto dal Gse in un’unica rata.

Ma è un provvedimento che sostiene davvero le rinnovabili termiche?

L'abbiamo chiesto ad Assorinnovabili:

La nuova versione del Conto Termico 2016, che andrà a sostituire il DM 28 dicembre 2012 attualmente in vigore, introduce percentuali di incentivo maggiori e procedure più snelle. Tali semplificazioni sono state previste dalla Legge 164/2014, di conversione dello Sblocca Italia.

Peccato che il testo avrebbe dovuto vedere la luce entro il 31 dicembre 2014, ma come purtroppo spesso accade, ha accumulato un ritardo di oltre un anno. Nel nuovo decreto si ravvisano apprezzabili segnali volti a sostenere l’efficientamento del settore edilizio.

Sebbene la percentuale di incentivo è rimasta pari al 40 per cento dell’investimento per la maggior parte degli interventi ed è nuovamente spalmato in un periodo compreso tra i 2 e i 5 anni, si determina la possibilità di maggiorazioni qualora tali interventi di isolamento termico siano realizzati nelle zone climatiche più sfavorevoli, nonché nel caso in cui si effettuino contestualmente molteplici interventi di incremento di efficienza energetica su edifici esistenti.

Ulteriori aspetti appaiono degni di nota: per gli interventi di trasformazione degli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero (NZEB)” è previsto un incentivo più generoso, pari al 65 per cento dell'investimento totale, percentuale massima ammissibile dalle nuove disposizioni.

Nonostante siano apprezzabili le iniziative volte a semplificare lo strumento in questione, per renderlo più idoneo alle esigenze dei potenziali utilizzatori, appare inspiegabile come non siano ancora state introdotte misure mirate al decollo e alla diffusione della microcogenerazione, allineando così la diffusione della tecnologia a quella di altri Stati membri della UE, come per altro incoraggiato dalla stessa Unione Europea.

É infatti evidente il contributo che la microcogenerazione potrebbe dare al raggiungimento degli obiettivi italiani del 20 - 20 - 20 (e a quelli più ambiziosi in via di definizione per il 2030), considerati gli elevati risparmi di energia primaria e la conseguente riduzione delle emissioni in atmosfera.

Roberta De Carolis

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