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La raffineria Eni di Venezia è il primo esempio al mondo di riconversione di una raffineria convenzionale in bioraffineria, che consente di trasformare oli vegetali in un prodotto completamente idrocarburico superando i problemi qualitativi del biodiesel tradizionale.

Nella città lagunare, il 29 novembre 2016, è stato promosso da Eni il workshop “Sostenibilità e ambiente in laguna: green refinery e nuovi carburanti”, in collaborazione con Rie-Ricerche Industriali ed energetiche. Il convegno, che ha avuto luogo nella bioraffineria Eni di Venezia, ha posto l'attenzione sul tema dell'inquinamento urbano, con particolare riferimento alle emissioni dei trasporti terrestri e lagunari nella città di Venezia, e alla necessità di individuare possibili azioni per contrastare le emissioni dei principali inquinanti e migliorare quindi la qualità dell’aria della città.

Infatti, se per l'Agenzia europea per l'ambiente l'inquinamento atmosferico è "la più grande minaccia ambientale alla salute in Europa", per Legambiente la città di Venezia è agli ultimi posti delle classifica delle città italiane più virtuose dal punto di vista ambientale. Un dato particolarmente significativo, dato che il traffico veicolare terrestre della città è piuttosto limitato, dunque è stato messo in evidenza il forte impatto sull’inquinamento dato dalle emissioni marittime.

I vaporetti di Venezia per il trasporto pubblico seguono infatti, come normativa ambientale, quella della navigazione sul Reno, che non prevede sistemi di abbattimento delle emissioni post combustione (sistemi catalitici per riduzione incombusti), trappole per particolato e sistemi catalitici per abbattimento NOx (tipo Euro VI per autovetture); inoltre nella laguna è presente un intenso traffico navale, sia di tipo turistico che commerciale.

eni nuovi carburanti venezia

La strategia di transizione energetica Eni prevede l’intervento su tre obiettivi principali:

-          La produzione di carburanti a basse emissioni come Eni Diesel+

-          La fornitura di gas naturale liquefatto per il trasporto pesante

-          Lo sviluppo della Smart mobility nelle città con Enjoy

Il punto di forza del nuovo carburante Eni Diesel+, disponibile dal gennaio 2016 in oltre 3.500 stazioni di servizio Eni, è  quello di essere in grado di coniugare le caratteristiche prestazionali dei carburanti premium di ultima generazione con una maggiore attenzione all’ambiente. In particolare, il nuovo Eni Diesel+, con il 15% di componente rinnovabile ed una matrice idrocarburica ottimizzata, permette di ridurre i consumi fino al 4%, facilita le partenze a freddo e garantisce una minor rumorosità del motore grazie all’elevato numero di cetano. Grazie alla sua nuova formulazione, segnala l’azienda, consente di ridurre le emissioni di CO2 oltre il 5%, gli idrocarburi incombusti e ossido di carbonio fino al 40% e il particolato fino al 20%.

È un prodotto che, proprio per i suoi benefici ambientali, potrebbe essere utilizzato con ottimi risultati nel trasporto pubblico, in aree ad alta intensità veicolare e nel trasporto in acque interne e insulari. Nella città di Venezia può essere ad esempio impiegato anche nei motori navali di grande potenza, incluse le turbine. A tale proposito una sperimentazione ad hoc è stata effettuata con la Marina Militare Italiana su alcune unità navali, con risultati positivi a livello emissivo e di efficienza motoristica.

Al convegno sono intervenuti: Carlo Beatrice, dell’Istituto Motori – CNR; Antonio Bignone, della Marina Militare Italiana; Mauro Libè, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; Alberto Clò, coordinatore scientifico del Rie; Giuseppe Ricci, Giacomo Rispoli e Michele Viglianisi di Eni.

 

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