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expo 2015 nucleareLo scandalo Expo si allarga a macchia d'olio e coinvolge anche il complesso da 98 milioni di euro per il trattamento di rifiuti radioattivi liquidi Cemex di Saluggia e i lavori di smantellamento e decontaminazione della centrale nucleare di Trino Vercellese. Ed è di oggi la notizia, diffusa dalla stessa Sogin, che la società, dopo sei mesi di indagini interne, ha sospeso l'8 maggio quattro dipendenti, due dei quali indagati dalla procura di Milano.

Proprio a Saluggia le mire della cosiddetta "cupola" di Frigerio, Greganti, Grillo & Co. si sarebbero indirizzate alla gara d'appalto per la costruzione dell'opera, aggiudicata a fine 2012 alle ditte Saipem e Maltauro. Secondo l'accusa, un appalto frutto dell'attività illecita degli indagati, con la complicità degli ex vertici di Sogin Alberto Alatri (ex direttore amministrativo) e Giuseppe Nucci (ex direttore generale). Le intercettazioni riportate da La Stampa parlano di una tangente da 600 mila euro.

Ma nei progetti della cricca rientrava anche la centrale di Trino, spiega sempre La Stampa. Facevano gola, infatti, i lavori di smantellamento e decontaminazione della centrale, il cui appalto si aggirerebbe sui 240 milioni di euro. In una intercettazione dell'ottobre del 2012, Cattozzo e Frigerio avevano convenuto "sul fatto che occorre muoversi immediatamente insieme a Greganti anche per individuare preventivamente la cordata che parteciperà alla gara".

I due, ricostruisce il giudice, prevedono l'inserimento nei lavori della loro impresa di riferimento, Prisma Impianti, "mediante l'aiuto di Alberto Alatri", l'ex direttore amministrativo di Sogin indagato nell'inchiesta milanese, così come l'ex dg Giuseppe Nucci, per aver fornito, questa l'ipotesi, "informazioni privilegiate" alla "cupola" per il buon esito dell'affare. Buon esito a cui, dalle telefonate intercettate, avrebbe contribuito anche Grillo con i suoi presunti interventi in politica e nell'imprenditoria, come scrive il giornalista Paolo Colonnello.

Ma Sogin ribatte. "Nell'ottica della totale trasparenza, il vertice Sogin garantisce piena collaborazione agli organi inquirenti. Qualora fossero confermati comportamenti e responsabilità individuali in danno alla Società, saranno avviate le ulteriori necessarie azioni legali per tutelare i propri diritti e onorabilità", si legge in una nota.

In relazione all'indagine della Procura della Repubblica di Milano e alle notizie apparse sulla stampa, Sogin SpA precisa in una nota che il 20 settembre 2013, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione, indicando Giuseppe Zollino, Presidente, e Riccardo Casale, Amministratore Delegato.

Il 15 ottobre 2013, "l'Amministratore Delegato ha illustrato al CdA la nuova struttura organizzativa della Sogin, varata il giorno successivo. In maniera indipendente, all'oscuro delle indagini in corso, i nuovi vertici aziendali hanno avviato e portato a compimento una Due Diligence, le cui fasi salienti sono riportate di seguito: 1) il 31 ottobre 2013, il nuovo Vertice ha dato incarico a società esterna di realizzare una Due Diligence contabile; 2) il 6 dicembre 2013 il CdA ha completamente rinnovato l'Organismo di Vigilanza e ha sostituito il Dirigente Preposto; 3) il 26 marzo 2014 L'Amministratore Delegato ha informato il CdA che nella successiva seduta del 23 aprile 2014 avrebbe dato piena informativa sugli esiti della Due Diligence. Tale CdA è stato poi rinviato all'8 maggio 2014 per dare la possibilità a tutti i membri del Consiglio, del Collegio Sindacale e del Magistrato Delegato della Corte dei Conti di essere presenti".

Il 30 aprile, continua ancora Sogin,il rapporto di Due Diligence è stato consegnato. Il medesimo giorno, l'Amministratore Delegato ha conferito incarico professionale a un legale esterno, esperto in materia penale, per la redazione di un parere pro-veritate circa l'eventuale rilevanza penale di alcuni rilievi contenuti nel rapporto; il 5 maggio, il legale esterno ha trasmesso il parere pro-veritate con evidenza delle ipotesi di reato e ha indicato all'AD, nella sua qualità di incaricato di pubblico servizio, le azioni da porre in essere.

L'8 maggio alle ore 15:00 si è, quindi, tenuto il CdA. L'AD ha dato ampia informazione degli esiti della Due Diligence e delle azioni avviate a tutela della Società. Nello stesso giorno sono state consegnate sette lettere di contestazione ad altrettanti dipendenti; quattro dei quali, tutti dirigenti, sono stati contestualmente, in viacautelativa, sospesi dal servizio. Due di questi risultano essere interessati proprio dalle indagini della Procura di Milano. Il 9 maggio, sulla base del parere pro-veritate che configura la sussistenza di ipotesi di reato, un esposto è stato firmato dall'AD Riccardo Casale e inviato alla Procura della Repubblica.

"Ben vengano le indagini interne della Sogin, ma non basta", denunciano i deputati della Commissione Ambiente del Movimento 5 Stelle, che presenteranno a stretto giro un'interrogazione al Ministro competente per capire le ripercussioni sugli appaltati da Sogin nell'ambito del decommissioning.

"Le intercettazioni su cui sta lavorando la procura – commenta il deputato 5stelle piemontese Mirko Busto - dipingono un quadro molto inquietante. Si parla di cordate, interessi, accordi fatti sulla testa dei cittadini e a discapito della sicurezza ambientale e della salute delle persone. A nulla vale che il sindaco di Trino ci tranquillizzi dicendo che la vicenda pare riguardare la vecchia gestione Sogin. Anzi, un'affermazione del genere lascia supporre che ogni tanto ci sia da sopportare qualche "mela marcia". Chissà se qualcuno sapeva a suo tempo e non ha avvisato la cittadinanza dei rischi che si correvano".

A questo punto è lecito domandarsi se le aziende interessate dalle tangenti ed operanti a Saluggia siano o meno in grado di offrire certe competenze ed a che punto siano effettivamente i lavori, nati tra malaffare, mazzette e favoritismi.

Roberta Ragni

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