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farinetti coca cola expoCoca Cola e McDonald's come sponsor ufficiali di Expo 2015, le polemiche continuano. Expo si trasforma in un vero e proprio campo di battaglia a meno di 60 giorni dall'inizio ufficiale della manifestazione. Oscar Farinetti, patron di Eataly, difende le multinazionali e le sue parole fanno scalpore.

La notizia si diffonde a macchia d'olio in breve tempo: un progetto patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole italiano nato per dare la possibilità ai nostri giovani agricoltori di diventare fornitori per tre anni della catena di fast food a stelle e strisce.

Immediata la reazione di Slow Food, che non vorrebbe che il compito di fornire le risposte sul futuro dei giovani in agricoltura venga affidato proprio a McDonald's. Potremmo valorizzare i prodotti agricoli nazionali nella produzione di cibi tradizionali e locali, anziché dare una mano alla diffusione del cibo da fast food. Un inno al Made in Italy e al buon senso nello stesso tempo, da parte di chi non vorrebbe cedere allo strapotere delle multinazionali né ora né mai, ma soprattutto non in una manifestazione che si preannuncia incentrata sui temi della nutrizione e della difesa della biodiversità.

Per Slow Food nutrire il Pianeta non significa favorire la diffusione di nuovi fast food, ma proteggere la biodiversità, tutelare le piccole produzioni, promuovere il rispetto nei confronti delle risorse naturali e delle comunità contadine. La presenza di McDonald's a Expo 2015 "Suona come un autogol, significa che il Pianeta potremo continuare a ingozzarlo a fast food o a junk food", ha sottolineato Slow Food.

Slow Food mantiene salda la propria linea di pensiero, mentre stupiscono le parole di Oscar Farnetti che con la propria impresa commerciale e di ristorazione dovrebbe difendere la diffusione del Made in Italy e occuparsi della promozione di prodotti locali e nazionali.

Secondo Farnetti, Coca Cola e McDonald's non sono le imprese meno sostenibili del mondo. "Come si fa a dire che sono le imprese meno sostenibile al mondo? Dove sono i dati? Noi dobbiamo convincere le multinazionali a essere sostenibili. Facciamo le rivoluzioni con i numeri. Fare i No Tav, No Global e "no tutto" non serve: Coca Cola sta investendo 2/3 nella ricerca per diventare sostenibile, McDonald's ci sta provando" ha dichiarato.

E ha poi aggiunto: "Non so cosa faranno Coca Cola e McDonald's, che è presente come main sponsor, ma la presenza non è così forte: saranno chiamati ovunque nel mondo, io sono amico dell'Ad di Coca Cola e gli rompo le scatole ogni giorno affinché tolga i coloranti dalla bevanda. Quelli di McDonald's li ho incontrati, e abbiamo parlato di prodotto sano e pulito. Intanto danno lavoro a tante persone".

Coca Cola e McDonald's cercano di rendersi sostenibili per apparire green in un momento in cui i consumatori sono più attenti che mai alle tematiche legate all'ambiente e alla salute. Le vendite di entrambe le multinazionali sono in calo, tanto che Coca Cola ha avviato una campagna di licenziamento e che McDonald's ha ammesso di essere in crisi nera per quanto riguarda le vendite in tutto il mondo e proprio a partire dalla sua patria, gli Stati Uniti. Ecco allora il cambio di CEO da parte della catena di fast food per cercare di risollevare la situazione.

È semplice comprendere che Coca Cola e McDonald's siano stati scelti come sponsor di Expo 2015 per il supporto economico che sono in grado di dare, non di certo per la loro sostenibilità, chiaramente solo di facciata. Altrimenti la scelta degli sponsor principali sarebbe ricaduta su un'insieme di piccole aziende alimentari italiane, magari appartenenti al settore dell'agricoltura biologica.

Serve coraggio per sostenere che non esistano dati per affermare che Coca Cola e McDonald's non siano sostenibili. Coca Cola, insieme a Pepsi, è coinvolta nel land grabbing per la produzione di zucchero da utilizzare per produrre cibi e bevande e negli anni ha sottratto risorse idriche alle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo negando loro l'accesso all'acqua potabile. McDonald's è uno dei maggiori distributori delle bevande a marchio Coca Cola nel mondo. Le due multinazionali formano un binomio indissolubile ma non di certo sostenibile.

La speranza è che a Expo 2015 venga dato spazio alle realtà che si impegnano davvero per la sostenibilità ambientale, in ambito sociale e per la difesa della biodiversità, in modo che possano fare sentire la propria voce, al di là dello strapotere economico e del finto impegno green dei soliti noti.

Ecco, infine, cosa ne pensano gli utenti di Twitter.

Marta Albè

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