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expocantieree 450L’hanno chiamato “camouflage” ma dietro non c’è nulla di artistico né di brillante. È una serie di opere previste per mascherare – appunto – quanto di incompiuto ci sarà al momento dell’inaugurazione di Expo 2015.

Manca poco più di un mese e di pronto c’è ben poco, sebbene si tenti di mantenere un certo riserbo. La gara d’appalto per “’external exhibition elements’, degli allestimenti delle quinte di camouflage, nonché dell’installazione dell’arredo urbano del Sito Espositivo” è però ufficialmente aperta. Importo posto a base di gara: euro 2.685.200.

LO STATO DEI LAVORI -Sembra che al momento siano stati completate soltanto 2 aree su 24. Tutto è top secret, o quasi, ma difficilmente ad un certo punto si scoprirà che tutto è stato completato a sorpresa come da copione. Così, non stupisce nemmeno troppo che si tenti di rimediare in anticipo a figuracce storiche davanti ad un pubblico mondiale. Ma il rimedio è una toppa.

LA VISITA DI RENZI E LA GARA D’APPALTO – È stata una visita lampo e interdetta alla stampa, quella del premier Matteo Renzi. Evidentemente deve essersi reso conto che qualche tassello non è affatto al suo posto, visto che è stata aperta la gara d’appalto per le opere di camouflage. Intanto, alcune immagini diventate virali (e non ci sembrano affatto un fake) denotano una certa “fretta” degli addetti ai lavori.

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LA REPLICA – Nessun ritardo, il camouflage era previsto per coprire toilette ed elementi che “stonerebbero”, come nei parchi a tema. Siamo sicuri?

PALAZZO ITALIA – Un’altra questione non di poco conto è quella relativa a Palazzo Italia, che dovrebbe essere di fatto l’immagine simbolo dell’Italia. Gli operai sono al lavoro senza sosta, tutto dovrebbe essere pronto per il 18 aprile (ma la copertura avrebbe dovuta già essere consegnata il 16 dicembre); inoltre, il Cardo, dove sorge il Padiglione Italia, dovrebbe essere pronto il 30 aprile.

Ma su Palazzo Italia grava il peso di altre ombre: l’appalto potrebbe essere stato pilotato grazie ai rapporti tra Stefano Perotti, arrestato, quello che era il responsabile del padiglione, Antonio Acerbo. Italiana Costruzioni, che ha vinto la gara per 18 mln si dichiara comunque estranea e inquadra Perotti come semplice consulente che ha prestato un’attività eseguita e fatturata.

SCADENZE – In tutti i casi, i padiglioni esteri hanno come data di consegna quella del 1 agosto, mentre il 14 agosto è la scadenza per la realizzazione della Via d’Acqua. Peccato che Expo, a quel punto, sia iniziato da mesi.

Anna Tita Gallo

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