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expotramExpo 2015 ha aperto i battenti e i visitatori si sono riversati nei padiglioni di Rho. Intanto i black bloc tentavano di devastare il centro di Milano, ma nelle ultime ore prevale la reazione dei milanesi. Scoppia però un’altra polemica: se la manifestazione predica uguaglianza di accesso alle risorse alimentari, lotta agli sprechi e sostenibilità, perché mangiare dentro Expo costa così caro?

NESSUNO TOCCHI MILANO - A rovinare l’inaugurazione di Expo 2015 ci hanno pensato i black bloc, ma Milano ha risposto nelle scorse ore con il corteo “Nessuno tocchi Milano” e decine di volontari in strada a ripulire scritte e a cercare di lavar via i danni, almeno quelli “simbolici”.

Il corteo ha ripercorso all’indietro il tratto invaso dai black bloc, nel frattempo si ripuliscono i muri e si cercano di riordinare le vie insieme alle squadre dell'Amsa e all'associazione antigraffiti Retake Milano.

C’erano anche i City Angels e vari personaggi del mondo dello spettacolo, accanto al sindaco Giuliano Pisapia, che di fatto ha chiamato a raccolta i milanesi e che è stato invitato a rivedere la sua intenzione di non ricandidarsi alle prossime elezioni.

SI POTEVANO PRENDERE SUBITO I COLPEVOLI? – Un testimone anonimo, le cui dichiarazioni sono comparse sul Fatto Quotidiano, riferisce però che i disordini e le devastazioni si potevano evitare, quando i black bloc erano di fatto bloccati in una piazza. Ma gli ordini sarebbero stati diversi.

Ad un certo punto li avevamo chiusi in una piazza. In quel momento i black bloc si potevano bloccare, se ne potevano fermare parecchi. Bastava spostare un po’ di uomini e si potevano chiudere del tutto. È vero che avremmo sguarnito il presidio verso la Scala che erano uno dei target principale dei violenti e che non è stata raggiunta dai black bloc), ma si poteva ridislocare solo una parte degli agenti”, racconta l’uomo, osservando che “già dalla vigilia si sapeva che l’orientamento era di evitare il contatto a tutti i costi”, dichiara la fonte in questione.

CIBO TROPPO CARO – Entrando nella zona di Rho, spunta già una polemica particolare, che vede protagonista il cibo. Expo 2015 dovrebbe diffondere un messaggio chiaro, di lotta contro gli sprechi, contro le inequità, un messaggio di sostenibilità nelle filiere alimentari, ma pare che mangiare dentro i padiglioni sia un lusso.

Per qualcuno è, non a caso, una grande fiera di Food & Beverage, dove assaggiare cibi provenienti da tutto il mondo, ma di certo non a prezzo abbordabile. Si parla di diritto all’acqua potabile, ma per avere una bottiglietta si spende tra gli 1,5 e i 2 euro (nei vari ristoranti anche di più). Per il caffè si paga tra 1 e 1,30 euro quando va bene. Da Eataly il risotto costa attorno ai 13 euro. Mangiare prelibatezze estere è ancora più caro: prosciutto iberico de bellota 5 jotas a 35 euro. Per fortuna accanto ai ristoranti esiste lo street food o la cooperativa italiana di ristorazione (Cir food), concessionario ufficiale di Expo, validissima alternativa per chi non vuole finire da McDonald’s.

<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p lang="it" dir="ltr">Prezzi modici all&#39; <a href="/https://twitter.com/hashtag/Expo?src=hash">#Expo</a> che sfamerà il mondo <a href="/http://t.co/ggzjuhI4oJ">pic.twitter.com/ggzjuhI4oJ</a></p>&mdash; Andrea Saronni (@Andysaro) <a href="/https://twitter.com/Andysaro/status/594617577072103424">2 Maggio 2015</a></blockquote>
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UE, RISOLUZIONE PER LA SICUREZZA ALIMENTARE - Una risoluzione del Parlamento approvata giovedì, alla vigilia dell’apertura ufficiale di Expo Milano 2015, sottolinea che l'UE dovrebbe sfruttare l’evento per incoraggiare pratiche agronomiche sostenibili, aumentare l’equità nella catena di approvvigionamento e combattere lo spreco del cibo e la malnutrizione.

Con la risoluzione, approvata con 460 voti in favore, 126 contrari e 20 astensioni, i deputati evidenziano che, anche se il diritto al cibo è un diritto umano fondamentale, esistono ancora aree di insicurezza alimentare nell’UE. Le stime suggeriscono che la crescita della popolazione globale richiederà un aumento del 70% dell’offerta alimentare entro il 2050. Per far fronte alle sfide della sicurezza alimentare, l’UE deve:

• Incoraggiare pratiche agronomiche più efficienti e una gestione delle risorse agricole più sostenibile

• Aumentare la trasparenza e l’equità nella catena di approvvigionamento alimentare

• Promuovere un utilizzo razionale delle scarse risorse e investire di più nella ricerca, in modo da aumentare la resa riducendo l’impatto ambientale.

I deputati hanno inoltre espresso la loro preoccupazione per il fenomeno del land grabbing e per il suo impatto sulla sicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo. I deputati intendono designare il 2016 come Anno europeo contro lo spreco alimentare.

I dati parlano chiaro: secondo le stime, circa il 30% del cibo in tutto il mondo viene buttato o sprecato. Lo spreco annuale di cibo nella sola UE raggiunge circa 80 milioni di tonnellate ed è previsto in crescita, fino a raggiungere circa 126 milioni di tonnellate entro il 2020, a meno che non vengano presi provvedimenti.

Per questo il Parlamento ha invitato la Commissione a incoraggiare gli Stati membri a prendere provvedimenti contro lo spreco di cibo a tutti i livelli della catena di approvvigionamento e a impostare obiettivi ambiziosi e vincolanti a tal fine e a focalizzarsi sulle campagne educative, designare il 2016 come Anno europeo contro lo spreco alimentare e promuovere più efficacemente il cibo salutare e uno stile di vita sano.

I membri delle commissioni per l’agricoltura, l’energia e il commercio internazionale visiteranno il sito di Expo Milano 2015 il 18 e 19 giugno per promuovere ulteriormente gli sforzi per accrescere la sicurezza alimentare globale, lottare contro lo spreco alimentare e incoraggiare uno stile di vita sano. Successivamente, anche le commissioni per l'ambiente e sicurezza alimentare e sviluppo invieranno delegazioni a Milano.

Anna Tita Gallo

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