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womwìenforexpoA Expo 2015 le donne sono protagoniste con il progetto “Women for Expo”. E, durante la “Women’s Week”, dal 29 giugno al 10 luglio, 200 donne inviteranno a riflettere sul legame tra la dimensione femminile e i temi della manifestazione, incarnati dallo slogan “Nutrire il pianeta. Energia per la Vita”.

LA PRESENTAZIONE - Hanno presentato il programma Emma Bonino, presidente di Women for Expo, e Marta Dassù, presidente esecutivo. "Il protagonismo delle donne sul cibo viene da lontano ma è proiettato nel futuro. Guardo ad esempio al mondo delle start up femminili nel campo agroalimentare, alla ricerca sempre in questo ambito che vede tante protagoniste femminili”.

IL PROGRAMMA – Il programma racchiude una serie di eventi sotto il nome di “L'altra metà della terra”. Ci saranno conferenze, eventi, spettacoli, anche in collaborazione con la Fao e il Programma alimentare mondiale. Intanto, è stato inaugurato sul cardo una zona interamente dedicata ai progetti delle donne, “We & Me”. È stato realizzato con la collaborazione di Women for Expo e Padiglione Italia con l’intento di valorizzare l’operato delle donne, dalle start up all'imprenditoria in generale.

LA VISITA DI MICHELLE BACHELET – È arrivata un’ospite speciale, la presidente del Cile Michelle Bachelet, che ha parlato proprio di donne e conversato con Emma Bonino: "La lotta alla povertà e alla malnutrizione deve essere una priorità, ma anche le donne. In Cile come anche in Italia, le donne ricoprono un ruolo fondamentale nella nutrizione e nella produzione di cibo ma spesso non sono sostenute. Molte, poi, sono brave a produrre ma non hanno strumenti e nozioni di finanza e business per valorizzare le loro attività", ha dichiarato la Bachelet. Le tematiche principali sono legate allo “spreco”.

Le donne sono coloro che agiscono per gestire il cibo ed evitare sprechi, la Bachelet ricorda che in Cile si tenta non solo di garantire ai bambini un’alimentazione sana, ma anche per garantire alle donne l’accesso alla tecnologia e alle risorse per inserirle nella produzione. Ma la cultura purtroppo “spesso non incentiva le donne ad essere protagoniste. Come se ci fosse una predestinazione", sottolinea la presidente cilena.

LE DIFFICOLTA’ DELLE DONNE – Aggiungiamo soltanto un dato, che la Commissione Ue ha diffuso lo scorso anno: sul fronte degli stipendi la parità uomo-donna si avrà soltanto nel 2084. Dobbiamo aspettare 20 anni, invece, perché il 75% delle donne siano nel mondo del lavoro. Al momento è del 16% il gap di salario, una cifra che potrebbe sembrare minima, ma che va sommata alla difficoltà delle donne di ricoprire posti di lavoro ai vertici delle grandi aziende. L’obiettivo Ue è del 40% di donne ai vertici, ma siamo attorno al 17% (in Italia al 12,9%).

Anna Tita Gallo

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